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  25 maggio , 2007       piero.devita       Attualità    0 Commenti
Trebisacce - Strepitoso successo dello spettacolo su San Francesco di Paola


IL DIRIGENTE SCOLASTICO E GLI ALUNNI DELL'I.P.S.I.A "E.ALETTI" DI TREBISACCE
HANNO PRESENTATO LO SPETTACOLO

IL MANTELLO DELLA CARITA'
(San Francesco di Paola)

Testo di Piero DE VITA
Adattamento teatrale di Maria Alfano
Regia di Antonello Perrone e Giuseppe Franco

Monumento bronzeo-lungomare Trebisacce
(Foto di Rocco De Vita)


Ecco il cast che ha messo in scena il grande evento. Soddisfazione del Preside Vincenzo Petrelli e della cittadinanza.
Tantissime le richieste di replica dell'opera: Trebisacce-Paola-Oriolo-Corigliano Calabro-Villapiana-Cassano-Castrovillari-Cosenza.
A breve, sul nostro sito, gli articoli e le foto di Rocco De Vita e Guido Salerno, del meraviglioso spettacolo dedicato al Grande Santo della carità.

GRUPPO ATTORI:

Giuseppe Peluso (San Francesco), Massimiliano Lo Passo (Padre Bernardino), Simone De Vita (Luigi XI), Maria Ardis (Brigida, sorella di San Francesco), Maria Petta (Giovanna), Ugolini Teresa (Donna, Barcaiolo, Regina), Aloia Antonia (Popolana), Ippolito Angela (Popolana), Leonardo Orofino (Prete, Barone di Belmonte), Laranga Francesco (Servitore, Abitante Pollino), Federico Trupo (Padre Nicola, nipote di San Francesco), Piero De Salvo (Padre Baldassarre e legato pontificio), Alessandro Portella (Padre Gregorio), Vincenzo Aurelio (Frate, Marinaio), Emanuele Veneziano (Frate, Marinaio), Giorgio Papanastassiou (Frate, Marinaio), Capraro Giampiero (Suonatore del Pollino), Rago Leonardo (Suonatore del Pollino).

GRUPPO BIMBI:
Noia Ludovico di Renato (San Francesco Bimbo), Noia Ludovico di Salvatore, Noia Maria, Fiore Alessia, Giampietro Rossella.

COREOGRAFIE:
Praino Filomena, D'Alba Valentina, D'Alba Umberto, Nuhu Eddi, Letteri Giovanna, Angiulli Giovanni, Ricciardulli Antonella, Diego Samanta, Renne Anna.

ORGANIZZAZIONE TECNICA:
Brunetti Fabio (Mixer e microfoni), Laino Giuseppe (Scenografie, Occhio di bue), Barletta Leonardo, Malvito Domenico, Rago Giovanni, Enzo Laschera (Allestimento palcoscenico).

RESPONSABILI DI SCENA:
Grisolia Valentina, De Marco Tiziana, Elia Tiziana, Rago Luigina, Portella Alessandro.

VOCE FUORI CAMPO: Noia Renato.

MUSICHE ED EFFETTI SONORI:
De Vita Rocco e De Vita Piero.

LABORATORIO TEATRALE - STAFF - DOCENTI TUTOR:
DE VITA Piero (Responsabile Progetto)
FRANCO Giuseppe (Direzione Artistica)
ALFANO Maria (Direzione Amministrativa)

DOCENZA - ESPERTI ESTERNI:
PERRONE Antonello (Recitazione, Testo, Regia), FRANCHINO Giulia (Studi, ricerche, scrittura teatrale, esperta comunicazioni), DEL POPOLO Mariolina (Scenografia, fotografia e luci), SMILARI Francesca, KURTI Sokol, MISURELLI Gianfranco (coreografia ed effetti scenici), IACONIANNI Maria Luisa (Costumi e trucco).

                                                                                                   Dirigente Scolastico: Preside Vincenzo Petrelli

 


TESTIMONANZE E ARTICOLI DEGLI ALUNNI-ATTORI

 


Il Teatro è magia: lo spettacolo su  San Francesco di Paola lo ha dimostrato…
di
Giuseppe PELUSO

 

(Foto Guido Salerno)


Lunedì 21 e martedì 22 maggio 2007, il Cinema Teatro Gatto a Trebisacce ha ospitato lo spettacolo teatrale: “Il Mantello della Carità” che, scritto dalla magica penna del Prof . Piero De Vita, ha riscosso grande successo e grande ammirazione sia da parte dei presenti che di coloro che ne hanno solo sentito parlare e che, ugualmente, ne hanno apprezzato il lavoro. Grazie dunque al nostro Dirigente Scolastico, Preside Vincenzo Petrelli per l’opportunità che ci ha offerto e ai proff. Giuseppe Franco, Maria Alfano e Piero De Vita, responsabili del Laboratorio Teatrale.
Il Mantello della Carità è stato portato in scena da ragazzi dell’ I.P.S.I.A. di Trebisacce e dell’IPSSCeT di Oriolo
Questa ode a San Francesco di Paola non si è limitata alla solita recita scolastica, con dei ragazzi che salgono sul palco e ripetono mnemonicamente una battuta, riletta chissà quante volte senza mai capirne il significato. E’ stato molto di più: sentire ogni singola lettera di quel testo, capire il significato di ogni movimento e lasciarsi trasportare dalla favolosa magia dell’interpretazione teatrale…questo è stato!!! Non sono certo nate da sole queste sensazioni e queste interpretazioni. Il gruppo si è avvalso della professionalità di esperti esterni all’istituto, in primis da Antonello Perrone del Dams di Bologna, che ci hanno accompagnato lungo la strada della comprensione di un testo teatrale e delle tecniche di recitazione.  Al fine di portare in scena la figura di San Francesco di Paola, e del mondo che lo circondava, ci siamo avvalsi di ricerche, testimonianze storiche da parte di ricercatori competenti, studi sull’epoca, sugli usi e sui costumi vigenti nel 1400, grazie a Giulia Franchino e Maria Luisa Iaconianni.
Abbiamo portato sul palco tutto ciò che avevamo assimilato sforzandoci di trasmettere tutte le emozioni, che lo studio del Grande Santo ci ha suscitato.
Durante le ore di Laboratorio Teatrale, dopo brevi e concise lezioni di drammaturgia, è stato bello improvvisarsi registi, coreografi, guidati dalla professionalità  e maestria di Francesca Smilari e di Sokol Kurti.  Ci siamo cimentati con la scenografia ed effetti scenici, sostenuti da Mariolina Del Popolo e Gianfranco Misurelli e grazie alle belle musiche, scelte da Rocco De Vita e lo stesso Sokol, ogni nostra azione si rivestiva di un sapore nuovo.  
Abbiamo preparato lì per lì quasi tutti i quadri già prima di avere un copione; infatti si può dire che noi ragazzi  abbiamo partecipato in prima persona alla definizione del testo-base.
È stato un lavoro di gruppo al quale,  ognuno di noi, ha dato il suo contributo e ogni contributo è stato ascoltato e accolto con interesse dall’autore del testo finale.
C’è stato lo studio dello stato d’animo in ogni singola scena e un lavoro, che come detto in precedenza, è andato ben oltre la sola memorizzazione dei dialoghi. Insomma: si è fatto “Teatro”.
Per non parlare poi della unità del gruppo, delle amicizie inaspettate e delle grandi gratificazioni che ognuno di noi ha ricevuto da parte di persone esterne.
“Il Teatro è magia” e questa esperienza lo ha dimostrato,  soprattutto quando qualcuno non riusciva ad andare avanti, si bloccava e un altro lo spronava a lottare. Lo ha dimostrato ora che rivedendo i video, ci siamo accorti del favoloso gruppo che abbiamo creato. Lo ha dimostrato quando, dopo lo spettacolo, scrutavamo il pubblico e ci veniva da piangere guardando le loro reazioni, il coinvolgimento, la soddisfazione, la commozione.
Se questa non è magia, allora spiegatemi voi cos’è!
E mentre vi sforzate a trovare un’altra definizione, io vi invito (se un giorno ne avrete l’occasione), a non farvi troppi scrupoli e a vivere in prima persona l’esperienza di un laboratorio teatrale “a questi livelli”. E… ve lo posso assicurare io che ho interpretato il protagonista, la figura di San Francesco di Paola: “questa è vera magia”. La gratitudine maggiore va al nostro caro Dirigente, Preside Vincenzo Petrelli, che ci offre queste straordinarie occasioni di dimostrare il nostro valore.



SPETTACOLO DELL’IPSIA DI TREBISACCE SU S. FRANCESCO DI PAOLA

IL MANTELLO DELLA CARITA’: MERITATO SUCCESSO


di
PIERO GALLO

 


E’ un pubblico fremente ma attento quello che, come nei grandi avvenimenti, riempie il Teatro “Gatto”, il 21 e 22 maggio 2007. L’occasione d’incontro? Lo splendido scenario di una performance teatrale, una barca, delle reti, una chiesa dipinta…e il Mantello della carità.
Si tratta del titolo dell’opera in due atti che la genialità e la passione di Piero De Vita e dei suoi collaboratori dell’IPSIA di Trebisacce, dell’IPSSCeT di Oriolo e dei docenti esperti esterni, dedicano alla memoria del Santo calabrese, Francesco di Paola.
Con questa proposta teatrale e con queste belle realtà scolastiche, Trebisacce fa un grande passo in avanti.
E’ nel V Centenario della sua morte che sul palco del “Gatto” di Trebisacce, alunni ed esperti della macchina teatrale (come Antonello Perrone e Pippo Franco, curatori della regia), ripercorrono in un emozionante viaggio il cammino di carità di una luce di Dio, di un esempio di integrità morale, tra le pietre e le case diroccate della povera Calabria del ‘400.

Il pubblico si commuove, partecipa ed interagisce coi ragazzi che abilmente riescono a trascinare e ad insegnare. Mi riferisco in particolare a Giuseppe Peluso, calato nel saio del fraticello della carità e di Maria Ardis, nel ruolo di Brigida, sorella di Frate Francesco. Soffi di vento e candide melodie, inventate da Rocco De Vita e Sokol Kurti, accompagnano gesti e danze sulla scena, i passi leggiadri della scuola “Scarpette Rosa” di Francesca Smilari, le belle pennellate di Mariolina del Popolo, i costumi curati da Maria Luisa Iaconianni, i passaggi biografici proposti da Giulia Franchino.
 Perfetta la direzione organizzativa di Maria Alfano.

I sentimenti sollevati?...Appartenenza, commozione, voglia di ritrovare un passato e compiacersi di un presente giovanile, molte volte più abile di chiunque altro nel comunicare al mondo.
Saluti d’affetto e di ringraziamento hanno chiuso il sipario, con la constatazione di un progetto riuscito (quello di “Recitando si cresce”, voluto dall’ottimo Dirigente Scolastico, Dott. Vincenzo Petrelli, nel cui contesto si inserisce “Il Mantello della Carità”).
Insomma, una conferma in più. Un ritrovamento sentito nel segno dell’amore e della dolcezza di un santo a cui occorre riconoscere il merito d’aver portato ovunque la Calabria, radice profonda nel suo grande cuore.

 S. Francesco di Paola e il Mantello della Carità

RECITANDO SI CRESCE, DAVVERO!

di
Ugolini Teresa e Aloia Antonia

(Foto Guido Salerno)


 

Il 21 e il 22 maggio 2007, al cinema-teatro “Gatto”, noi ragazzi del Laboratorio Teatrale dell’IPSIA “ALETTI” di Trebisacce e dell’IPSSCeT di Oriolo, siamo andati in scena con Il Mantello della Carita’, dedicato a San Francesco di Paola. L’opera teatrale è suddivisa in Due Atti.
Il primo atto racconta i miracoli fatti dal Santo, da quelli più noti come la resurrezione di Nicola e l’attraversamento dello Stretto sul mantello, a quelli meno noti ma non per questo meno importanti.
Il secondo atto  presenta, invece, i viaggi dal Pollino a Napoli, a Roma e infine in Francia, da cui il Frate calabrese non fece più ritorno.
Sotto la giuda del Prof. Piero De Vita e la cura dei Proff. Maria Alfano e Giuseppe Franco, ci siamo impegnati a portare a buon fine un progetto meraviglioso.
La sera della “prima” c’era una atmosfera di tensione e nervosismo da parte di ognuno. La paura si è fatta sentire. Ci sentivamo il cuore in gola, pensavamo di aver dimenticato battute, dialoghi, movimenti in scena, ma non potevamo ormai tirarci indietro. Il palco era lì e dovevamo salire: ricevuti i primi applausi quella la paura è svanita. Lo spettacolo scorreva nel migliore dei modi e al di là di ogni aspettativa. E’ stato un vero successo.

 Noi ragazzi, novelli-attori, non abbiamo solo recitato un testo ma lo abbiamo anche creato, grazie all’aiuto dei nostri docenti (interni ed esterni). L’occasione del Laboratorio ha favorito legami di amicizia tra persone diverse. Sul palco abbiamo capito che il lavoro di un anno scolastico intero non è stato inutile. Un attore non nasce bravo ma lo diventa studiando. Noi intendiamo far tesoro di questa lezione-esperienza perché abbiamo compreso che, come afferma sempre il nostro caro Dirigente Scolastico, Preside  Vincenzo Petrelli, “recitando si cresce”. Si cresce … davvero!!!



IL MIO SAN FRANCESCO
di
Giuseppe PELUSO

 

 

(Foto Guido Salerno)


San Francesco di Paola non è sicuramente uno dei personaggi più semplici da interpretare: il suo carattere forte, la sua bontà verso i deboli e i poveri e la sua freddezza verso i potenti e i ricchi lo rendono unico, anzi lo rendono appunto “Santo”. Il suo messaggio di carità alla fine, va ben oltre la distinzione tra poveri e ricchi, lui con il suo immenso amore voleva solo la pace e la concordia tra esseri umani nati dallo stesso Padre: ciò dovrebbe essere la cosa più normale al mondo.
Era questo il messaggio che, a mio parere, voleva trasmettere e che alla fine lo ha reso “Il Santo di Paola”. Ed è proprio per la sua immensa forza, per questo suo carattere così trascinante e carismatico che è stata, per un comune essere umano di diciotto anni, immensamente difficile l’interpretazione. Come si fa a capire quello che vuole un uomo che decide di intraprendere un cammino eremitico, la cui vita, anche prima di questa decisione, era ricca di stenti e sofferenze? Per noi, abituati alla comodità, ad una preghiera occasionale e ad una vita immersa nei peccati quotidiani, è impensabile da comprendere.
Io, da perfetto cristiano, ho trovato abbastanza ardua l’impresa; ho dovuto studiare la sua vita, i suoi usi giornalieri, il suo modo di esprimersi e il suo modo di confrontarsi con gli altri: ho dovuto capire insomma il motivo della sua “grande santità”.
Questi studi e le tante ore di immedesimazione mi hanno aiutato a capire anche alcune cose del mio carattere alle quali non avevo mai fatto caso: mi hanno aiutato ad apprezzare di più il lavoro altrui e a capire che ognuno di noi ha dei limiti e che, questi limiti, non sono uguali per tutti. Ho iniziato a capire che vuol dire umiltà e cosa significhi apprezzare il lavoro degli altri comunque riesca.



Testimonianza sullo spettacolo


“Il Mantello della Carità”

di
Lo Passo Massimiliano

 

(Foto Guido Salerno)


 

Da questa  esperienza  ho appreso  molte  cose:  intanto  sono  maggiormente  informato sulla  vita  di  S. Francesco di Paola, dei Suoi miracoli, della Sua straordinaria fede, del Suo coraggio.
Era vicino ai poveri, agli umili e ai sofferenti. Dava il “ pane a chi era affamato e l’acqua a chi era assetato”.  Sono sempre meno i giovani che hanno fede in DIO, e io voglio dire loro che è bello avere la fede. La vita di S. Francesco di Paola mi ha stupito, davvero.
Un'altra cosa, che in questa esperienza di Laboratorio teatrale mi ha colpito, è il magnifico rapporto coi miei compagni di viaggio. Tra noi non si è verificato alcun disguido, anzi ci siamo aiutati a vicenda. Abbiamo fatto insieme esperimenti di recitazione, con la voce, la gestualità, i movimenti in scena. Ci siamo divertiti, abbiamo scherzato, giocato, sorriso, sofferto e infine...trionfato!!!
Ho avuto dei docenti fantastici, tra noi si è creato un bel rapporto. Per me erano dei genitori e perciò gli voglio un bene “dell’anima”.

Quando mi è stato proposto di interpretare il ruolo di P. Bernardino ero gioioso ma ho provato timore e perplessità. Ho partecipato ad altre iniziative ma rientravano nella commedia dell’arte: erano testi diversi, leggeri, a volte comici.
Questa volta si trattava di uno spettacolo a carattere religioso, di una importanza inestimabile.
Ho pensato “ forse non sono pronto per una cosa così seria e impegnativa”. Ho accettato. E’ stata  una sfida a me stesso.
L’aiuto straordinario del Prof.  De Vita, del Prof. Perrone e di tutti i collaboratori compreso i miei amici “colleghi”, mi hanno dato la forza di affrontare questa esperienza e di cimentarmi col personaggio di P. Bernardino. Man mano che imparavo le parti del copione la paura diminuiva.
Ho acquisito maggiore sicurezza e padronanza del ruolo, calma e serenità.

Mi sembra giusto e doveroso, dunque, ringraziare il Dirigente Scolastico Vincenzo Petrelli, l’amico De Vita Piero, l’amico Franco Giuseppe “Pippo”, l’amica Alfano Maria.
Un pensiero affettuoso voglio esprimere all’amico Perrone Antonello, l’amica Franchino Giulia, l’amica Del Popolo Mariolina, l’amica Smilari Francesca, l’amica Iaconianni Maria Luisa, l’amico Kurti Sokol, l’amico Misurelli Gianfranco…E tutti i miei amici “colleghi”.

GRAZIE


                            
INTERVISTA AGLI ALUNNI-ATTORI

a cura

di

Edvin Nuhu
 

 
Giuseppe Peluso (S. Francesco di Paola)

   

D. Che cosa hai provato nell’interpretare  la parte di San Francesco di Paola?

R. Tra le varie emozioni provate, la più forte è stata quella di essere il protagonista. Immedesimarsi nel personaggio non è stata facile, soprattutto nell’assimilare la forte personalità di Francesco di Paola. Questa difficoltà da una parte invogliava a interpretare bene il ruolo, dall’altra c’era la paura di sbagliare. Ma con l’aiuto del gruppo ha prevalso il coraggio e la forza di andare avanti.

 D. Cosa pensi di aver trasmesso a colo che hanno seguito l'opera teatrale?

R. Vorrei incominciare dicendo che il teatro è trasmettere emozioni al pubblico, e con questa opera penso (spero)  di aver fortificato il loro credo e la loro  fede. La cosa più importante è stata quella di aver fatto conoscere la grande figura e l’opera di un Grande Santo, nato in Calabria e che i calabresi conoscono poco e che, invece, dovrebbero onorare al meglio.

D. All’interno del gruppo che cosa ha trasmesso Il Mantello della Carità?

R. L’opera fa prevalere il significato delle parole: umiltà, carità, penitenza e fedeltà. Ha lasciato unione, voglia di continuare. Mi ha fatto maturare e mi ha insegnato a non avere pregiudizi con coloro che sono giudicati solamente in base all’apparenza.

 

D. Quali sono state le difficoltà nell'interpretare il ruolo del Santo?
 

R. Le difficoltà sono state riscontrate nel capire il carattere, i punti di forza del Frate e come portarle in scena.

 

 

Lo Passo Massimiliano (Padre Bernardino)
 

D. Quali sono state le difficoltà incontrate nella parte di P. Bernardino?

R. Ha prevalso la paura di non rappresentarlo come era realmente; inoltre è la prima volta che interpreto il ruolo di un Frate. Non ho avuto mai l’occasione di cimentarmi con un’opera di questo genere. Sono soddisfatto. Abbiamo fatto un bel lavoro.

 

D. L’interesse e l’apprezzamento c’è stato sia da parte dei giovani che degli adulti?

R. L’apprezzamento e l’interesse degli adulti è stato maggiore perché essi hanno la fede, che purtroppo alla maggior parte dei giovani manca.

 
 
Alessandro Portella ( Padre Gregorio) 
 

D. Quali sono state le sensazioni provate durante il racconto sulla vita di San Francesco di Paola?

R. Spero di aver trasmesso al pubblico le sensazioni che io stesso ho provato e vale a dire, la gioia nel raccontare i miracoli compiuti da San. Francesco e la spontaneità nella interpretazione della di parte di P Gregorio.

 

D. Come hai vissuto la presenza dei bambini?

R. Penso che recitare con i bambini sia una cosa meravigliosa, perché esprimono tenerezza, ingenuità, armonia. La loro presenza ha suscitato in me una grande voglia di fare bene e di dare il massimo.

 
 
 
De Salvo Piero   (Padre Baldassare e Messo Pontificio)       
 

D. Che cosa ti ha colpito dello spettacolo?  

R. Mi hanno colpito i sacrifici che l’intero gruppo ha affrontato, dall’inizio fino alla rappresentazione.

 

D. Qual è stato il tuo impegno nell’interpretare Padre Baldassare e il Messo Pontificio?   

R.  La buona volontà, il divertimento, l’interesse ma soprattutto gli insegnamenti e l’aiuto dato dai docenti del Laboratorio teatrale dell’IPSIA.    

 
 
 

GRUPPO-BIMBI

Bimbi con Padre Gregorio

 

 

Ludovico Noia di Renato (S. Francesco-bimbo)
 

Quale avvenimento richiamato nell’opera teatrale, ha attirato la tua attenzione?

Quando ho portato la brace e quando è morto San Francesco.
 

Cosa hai imparato della vita di S.Francesco dopo lo spettacolo teatrale?

Ho imparato tante cose della vita di San Francesco. Era povero, era buono coi deboli e severo coi potenti. Ha viaggiato tanto e ha fatto tanti miracoli.

 
Ti è piaciuto interpretare San Francesco bambino? Perché?

Si. Mi è piaciuto moltissimo perché mi sono emozionato e perché ho trovato tanti amici.

 
 
Alessia Fiore
 

Cosa hai imparato su San Francesco da quest’opera teatrale?

Ho imparato soprattutto gli ostacoli che il Santo ha dovuto superare.

 

Quali pensieri e sensazioni hai provato recitando sul palco?

Avevo paura di non ricordare la battuta e la forte emozione nel salire sul palco davanti a così tanta gente

 

Cosa ha colpito maggiormente la tua fantasia?

La resurrezione di Nicola, figlio di Brigida, nipote di Francesco.

 

Tra i miracoli che vi ha raccontato padre Gregorio, qual è quello che ti ha colpito di più?

Il miracolo che mi ha colpito di più è stato quello del ciucciarillo e specialmente quando l’asinello restituisce gli zoccoli al fabbro. Padre Gregorio è stato bravo nell’imitazione.

 

Ti piace fare teatro? E perché?

Si, mi piace fare teatro. Ho sempre desiderato recitare, l’unica cosa è la paura di sbagliare.

 
 
Noia Maria

Cosa hai imparato sulla vita del Santo, grazie allo spettacolo teatrale?

Ho imparato tante cose, come ad esempio i suoi miracoli: quello della resurrezione di Nicola, il miracolo del pane e quello della Cucchiarella.

 
Come era il rapporto di S. Francesco con i bimbi?
Il rapporto di S. Francesco coi bimbi era dolce
 

Durante lo spettacolo Il Mantello della Carità, quale scena ha attirato la tua attenzione?

Mi sono piaciute tutte le scene, in particolare quello del bacio a pizzichillo. S.Francesco faceva tenerezza perché non sapeva giocare ed era impacciato.

 
Sul palcoscenico, quale emozione hai provato?

Sul palcoscenico ho provato tante emozioni bellissime, mentre parlavo io e S. Francesco rispondeva.

 

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