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  21 febbraio , 2010       redazione       Attualità    0 Commenti
OSPEDALE- INCONTRO PETRAMALA- SINDACI

 

 

L’ospedale di Trebisacce disporrà di 78 posti letto e avrà l’unico reparto di Urologia della provincia

 
« ECCO COME SARÀ IL CHIDICHIMO »
 
Pacenza convoca una conferenza per elencare il piano di rilancio
 
 
In una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio nella nuova sede del Pd il consigliere regionale
Franco Pacenza ha voluto fare ulteriore chiarezza sulla situazione del “Chidichimo”, “sperando -
ha detto - che questa vicenda non diventi bagarre politica”. Pacenza, che era presente l’altro ieri a Cosenza all’in contro tra una delegazione di sindaci dell’Alto Jonio e il direttore generale dell’Asp Petramala, ha inteso anche fare delle precisazioni, poiché “per parlare non si può prescindere dalla conoscenza dei fatti”. Intanto, come ha spiegato, perché la Regione potesse intervenire sulla vicenda
del “Chidichimo” occorreva attendere l’approvazione, com’è avvenuto, del Piano di rientro da parte del governo centrale con il quale si è pure evitato il commissariamento della Sanità.
Ed ha chiarito: “Il “Chidichimo” come si evince dal Piano di rientro, viene qualificato ospedale per “acuti” (per cui l’attività chirurgica è necessaria) e “non acuti”. A Cosenza si è concordato con Petramala di modificare in corso d’opera i lavori con un intervento di ripristino dell’intero blocco operatorio. Una sala operatoria rimessa a norma, infatti, non soddisfa le esigenze dell’utenza”.
Ed ancora: “L’Asp ha previsto per questo ospedale una divisione completa di Urologia, compresa l’area chirurgica, in una dimensione provinciale”. In altre parole, al “Chidichimo” funzionerà l’unica divisione di Urologia in tutta la provincia. Questione posti letto. “Saranno 78- assicura Pacenza - in più resteranno e verranno potenziati i vari servizi. Per il Pronto Soccorso si tratterà di sistemare meglio la struttura, in quanto sono state riscontrate alcune anomalie tenendo conto di un contesto che è mutato rispetto a 25 anni fa”. “C’è bisogno- ha continuato- di nuove tecnologie e della messa a norma e in sicurezza dell’intero ospedale. Un provvedimento che dovrà essere apportato anche per tutti gli altri ospedali calabresi”. Infine, una chiarificazione: “Abbiamo sempre difeso il sistema pubblico”. Ed è pure di ieri una nota del consigliere provinciale Franco Mundo sempre in riferimento all’incontro a Cosenza con Petramala, al quale anche lui ha partecipato.
“Ho richiesto al direttore generale dell’Asp- scrive tra l’altro- un gesto politico forte e diretto a tranquillizzare sia le popolazioni dell’Alto Jonio che tutti gli operatori sanitari ospedalieri di Trebisacce, come la certezza (e sottolineo “certezza”) del ripristino del blocco operatorio. Ecco il fatto politico nuovo”. (Agostino Cimbalo)
 
 
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SI RIPRISTINA L’INTERO BLOCCO OPERATORIO
Questo l’impegno assunto dall’Asp
 
TREBISACCE I lavori avviati finora presso il “Chidichimo” riguardavano solo una sala operatoria. Dopo l’incontro chiarificatore avvenuto venerdi mattina a Cosenza possiamo invece dire che c’è stata una energica virata e oggi c’è l’impegno della direzione aziendale, assunta ufficialmente alla presenza della delegazione guidata dai sindaci ad estendere i lavori a tutto il blocco operatorio per renderlo agibile al più presto. Sono queste, in buona sostanza, le precisazioni del consigliere provinciale Franco Mundo e del consigliere regionale Franco Pacenza che hanno partecipato all’incontro con Petramala e i suoi collaboratori, sostenendo e dando man forte alla delegazione dei sindaci. «Nel corso dell’incontro, resosi necessario dopo l’approvazione del piano di rientro – scrive Mundo – è stata evidenziata l’assoluta necessità che venga riattivata l’attività chirurgica, riservando ad un successivo momento istituzionale la presentazione di una proposta
organica circa le nuove specialistiche da istituire tenendo però ferme quelle di base e diversificando quella specialistica. Si è trattato - secondo Mundo – di un incontro cordiale e produttivo nel corso del quale la delegazione ha chiesto l’apertura di nuovi ambulatori, il rientro in sede di tutto il personale impegnato altrove ed avanzato una pressante richiesta per porre in sicurezza l’intera
struttura ospedaliera ricorrendo ai fondi dell’art. 20 della legge 67/88. Abbiamo chiesto a Petramala
– ha aggiunto Mundo – un gesto politico forte, diretto a tranquillizzare le popolazioni e gli operatori sanitari sulla certezza del ripristino di tutto il blocco operatorio per poter riavviare l’attività chirurgica e il dg ha dato ampie garanzie…». Alle dichiarazioni dei sindaci e a quelle dell’avvocato
Mundo, ha messo infine il suggello, nel corso di una conferenza-stampa, Franco Pacenza che, come è noto, è stato incaricato da Loiero in persona di fungere da medico curante del malato ospedale “Chidichimo” «che – ha esordito Pacenza – deve essere in grado di intercettare e soddisfare al meglio la domanda di salute delle popolazioni dell’Alto Jonio evitando la massiccia migrazione sanitaria in atto. Solo ora abbiamo potuto ottenere questa garanzia perché solo a dicembre è stato approvato il “piano di rientro” che ha portato alla chiusura di 5 ospedali (tra cui San Marco e Lungro) e che garantisce invece la sopravvivenza con 78 posti-letto, come ospedale di confine e con un ruolo “per acuti e non acuti” al Chidichimo. Solo ora infatti c’è la certezza che l’ospedale avrà un futuro e che i fondi utilizzati andranno a buon fine. Il riavvio delle attività chirurgiche e l’apertura di una specialistica portante (la regione suggerisce Urologia) – ha aggiunto Pacenza – presuppone l’adeguamento di tutto il blocco operatorio e l’adeguamento di tutti gli impianti. Per
fare questo, - ha precisato Pacenza - non si perderà altro tempo ma si procederà con una variante in corso d’opera, previo l’adeguamento degli elaborati progettuali di cui si occupa l’ingegnere Sosto che era presente all’incontro…». ( PINO LA ROCCA) [email protected]
 
 
 
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TREBISACCE Procedono regolarmente o sono fermi i lavori di ripristino delle sale operatorie presso il Chidichimo? Si lavora solo su un ambiente da adibire a sala d’emergenza o si lavora alle due sale per ripristinare la situazione preesistente all’ispezione dei Nas ed alla chiusura dei reparti di Chirurgia e Ostetricia? E’ quello che volevano appurare i sindaci che ieri, sollecitati dalle preoccupazioni di chi non si fida troppo delle rassicurazioni verbali, si sono recati in delegazione presso l’Asp di Cosenza per incontrare a quattr’occhi i vertici aziendali e capire lo stato di fatto dei lavori. Erano presenti il sindaco di Trebisacce Bianchi, quello di Castroregio Santagada, quello di Alessandria del Carretto Gaudio e l’assessore Cerchiara, oltre al consigliere regionale Pacenza ed al consigliere provinciale Mundo. Per l’Asp erano presenti il DG Petramala, il dottore Scalzo e l’ingegnere Sosto in qualità di progettista e di direttore dei lavori. «Si è trattato – ha detto il sindaco Bianchi a nome della delegazione e dopo aver precisato che alcuni sindaci erano assenti perché impegnati alla Bit di Milano - di un incontro “tecnico” e non politico, nel corso del quale abbiamo avuto conferma che si lavora per il ripristino di tutto il blocco operatorio, tanto è vero che l’Asp si sta adoperando per il reperimento di tutte le somme occorrenti, facendo ricorso alle risorse finanziarie rese disponibili di recente a favore della sanità calabrese. Il DG Petramala – sempre a detta del sindaco Bianchi – ha confermato che l’ospedale di Trebisacce resterà “per acuti”, che avrà un ruolo di supporto anche dopo la realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide ed ha assicurato che, insieme a tutti i servizi di base, è prevista una specialistica di respiro regionale ed interregionale che possa attrarre utenza anche dalle regioni limitrofe e che non sarà reiterata nel costruendo nuovo ospedale». Lunedi, sempre secondo l’informativa fornita dal sindaco Bianchi, l’ingegnere Sosto sarà a Trebisacce per esibire gli elaborati e per dimostrare lo stato dell’arte dei lavori. «In ogni caso – ha concluso Bianchi – si è trattato di un incontro rassicurante, ma noi non abbasseremo certo la guardia e appena torneranno gli altri sindaci organizzeremo una conferenza per presentare la nostra proposta sanitaria che mira al potenziamento dei servizi ed alla salvaguardia del destino del nostro ospedale». Fin qui le rassicurazioni e l’ottimismo dei sindaci, ma c’è chi osserva che sono trascorsi già otto mesi e fino a giugno ne passeranno altri quattro, per lavori che, volendo, si potevano eseguire in tre mesi.
Pino La Rocca
 

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