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  27 aprile , 2010       piero.devita       Attualità     ospedale 0 Commenti
OSPEDALE - INTERVENTI UIL-ASSOPEC- FIALS-CIMO ASMED

 

UIL-FLP SULL'OSPEDALE:" REPARTI E NON AMBULATORI"

Si ritiene opportuno evidenziare e denunciare che : se l'ospedale viene utilizzato per aprire ambulatori ai singoli medici ,la riapertura dei Reparti chiusi e di altre branche specialistiche, potrebbe essere irrimediabilmente compromessa, se mai ci sarà, in quanto per assurdo, alla fine potrebbero mancare proprio i locali. Al fine di evitare equivoci, si ribadisce che l'ospedale deve essere utilizzato solo per le divisioni e non per ambulatori!”, è quanto affermanoVincenzo Leonetti e Giovanni Valentino, dirigenti della Uil-Fpl. La lettera aperta è stata già inviata al direttore generale Asp di Cosenza,al direttore sanitario dell’ospedale di Trebisacce,al presidente della regione Calabria,ai consiglieri regionali e provinciali, al responsabile dell’area ospedaliera, dottore Angelo Toma a Castrovillari, al sindaco Mariano Bianchi.

I dirigenti Uil intervengono sui lavori di ristrutturazione del secondo piano dell’ospedale “G. Chidichimo”che mirano ad aprire ambulatori specialistici ad alcuni medici,si legge nella nota, per mere attività di coordinamento della prevenzione di patologie. La cosa più grave è che pur essendo stato adottato un atto deliberativo dal Direttore Generale (vedi delibera 1660/09) che istituisce il coordinamento provinciale per la diagnosi e cura di malattie neuro oftalmiche con sede presso l'ospedale di Castrovillari,inopinatamente, illegittimamente e a quanto pare anche abusivamente. Naturalmente,continua la nota, è chiaro e lecito chiedersi: come mai per eseguire lavori di ripristino e ristrutturazione di un intero piano e per l'acquisto delle attrezzature è stata trovata subito la disponibilità economica ,mentre per ripristinare le sale operatorie non sono stati sufficienti oltre otto mesi e non vi sono fondi disponibili? Tutto ciò costituisce un'ennesima beffa per le popolazioni dell'Alto Ionio che non può essere tollerata.

Pertanto, si chiede, con urgenza l'immediato intervento del sindaco di Trebisacce e del Direttore sanitario di Trebisacce, per verificare la regolarità dei lavori che potrebbero pregiudicare definitivamente l'apertura dell'ospedale che verrebbe riconvertito di fatto ad un poliambulatorio, nonché del Presidente della Regione On. Scopelliti per impedire lo sperpero di ulteriore denaro pubblico e anche per evitare l'intervento della Corte dei Conti. Ai rappresentanti politici e alle altre Organizzazioni Sindacali, nonché ai sindaci , si chiede un immediato intervento per bloccare l'ulteriore beffa in nostro danno. Al Direttore Generale e al Direttore del Presidio Ospedaliero di Trebisacce, si chiede con urgenza di sospendere i lavori qualora privi di alcuna autorizzazione e senza alcun atto deliberativo,per impedire che a Trebisacce possano trovare dimora ambizioni personali e non iniziative mirate all'interesse della collettività e alla tutela della salute pubblica. 


                                                         ( Franco Lofrano )

 

 
Non demorde dalla vigilanza attiva sulla struttura ospedaliera l’assopec,l’associazione degli operatori economici,presieduta da Walter Astorino che scrive alle autorità competenti: al sindaco Mariano Bianchi,al presidente della regione calabria Scopelliti , ai vertici dell’Asp e ai rappresentanti politici locali, per segnalare loro i lavori fermi al blocco operatorio, i lavori in corso al secondo piano dell’ospedale e l’espoliazione di attrezzature, allo scopo di poter effettuare le verifiche necessarie e avviare i necessari provvedimenti.“ Ad oggi,si legge nella nota, nessun avanzamento si è visto nei lavori per la ristrutturazione del blocco operatorio, nonostante l’avvio dei lavori risalga ormai a oltre 6 mesi fa, e le delibere in merito, cioè la 1200/2010 e la 87/2010 sembrava avessero dato una svolta positiva alla faccenda, con tanto di progetti e coperture finanziarie. Per contro, al secondo piano dell’ospedale, fervono i lavori di allestimento per un probabile ambulatorio specialistico. La situazione non ci è chiara, e non siamo nelle condizioni di poter affermare nulla in proposito con certezza, dato che non ci risulta che ci sia nemmeno una DIA a riguardo.

Se, come sembra, tali interventi fossero il risultato della delibera n° 1660/2009, potrebbero esserci stati degli errori di interpretazione, in quanto nel documento si fa riferimento solo all’ospedale di Castrovillari e ad un incarico di coordinamento di attività della prevenzione,che prescinde dai locali,tanto è vero che non viene individuata alcuna sede in Trebisacce; ci appare inopportuno continuare ad usare l’ospedale di Trebisacce come una cava da cui trarre materiale da trasferire in altre strutture: questo atteggiamento, in stridente contrasto con le volontà espresse nella delibera 87/2010, non può che essere nocivo ad un celere ripristino della funzionalità dei reparti. La nostra associazione, ritiene di svolgere il proprio dovere, di fronte alle autorità competenti, segnalando situazioni dubbie, disservizi, inadempienze e mancanze, soprattutto in materia grave, trattandosi di sanità. Ma occorre che seri provvedimenti di verifica ed intervento mirato, siano posti in essere da chi ne ha competenza, e pertanto veniamo a chiedere a tutte le succitate autorità: Il riavvio dei lavori, procedendo con la massima celerità al ripristino del blocco operatorio e, quindi, alla riapertura del, reparto Chirurgia in osservanza delle delibere 1200/2010 e 87/2010, ponendo termine all’assurdo periodo di sospensione dei L.E.A. che l’Alto Jonio sta subendo, verificatosi a seguito della mala-gestione del nostro presidio ospedaliero.

La verifica e l’eventuale sospensione dei lavori per l’ambulatorio specialistico al secondo piano dell’ospedale, essendo l’attività ambulatoriale inconciliabile con quella ospedaliera, e preludendo, tale intervento, ad un declassamento generale dell’intera struttura, in difformità da quanto affermato nella delibera 87/2010,senza utilizzare i locali dell’ospedale per soddisfare mere esigenze personali o clientelari . La cessazione assoluta di ogni tipo di espoliazione, anche “provvisoria”, di spazi, mezzi, attrezzature, materiali e quant’altro ad oggi presente in ospedale”.
                                                                        ( Franco Lofrano )

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FIALS E CIMO-ASMED SULL'OSPEDALE DI TREBISACCE       

 Dura presa di posizione dei sindacati Fials e Cimo-Asmed contro le dichiarazioni apparse sulla stampa nei giorni scorsi «che – si legge testualmente - vogliono far passare il “Chidichimo” come presidio sanitario territoriale, mentre nel frattempo lo si spoglia anche delle sue attrezzature, la qual cosa rappresenterà un impedimento alla riapertura dei reparti chiusi da circa 10 mesi. In realtà si predica bene ma, come suol dirsi, si razzola male e per di più con una complicità istituzionale spaventosa che tende a mistificare le vere condizioni del presidio ospedaliero, soggetto ad abusi e scippi continui che hanno determinato la realtà attuale.

Quale situazione attuale dobbiamo difendere – si chiedono i due sindacati autonomi in riferimento ai lavori in corso al II piano per l’allestimento di un ambulatorio per la prevenzione del glaucoma oculare – se nei fatti si sta trasformando l’ospedale in un poli-ambulatorio? Se questi non sono “contentini” che non danno certezze sanitarie ai cittadini, come possiamo definirli? Quello che invece dobbiamo reclamare - sostengono Paolino e Ferrara segretari aziendali dei due sindacati – è quello che avevamo prima e che una volontà politica scellerata, che qualcuno ancora difende, ci sta togliendo». In merito alla citazione dei presunti “report” (i dati) che avrebbero portato alla chiusura di Ostetricia, i sindacalisti di Fials e Cimo-Asmed precisano che Ostetricia, ritenuta improduttiva, nonostante le difficoltà e con soli tre medici, ha prodotto 300 parti, mentre altri reparti della zona, con ben 7 medici, ne hanno prodotto poco più di 400.

«Se questi non sono proclami dettati da altri interessi come possiamo definirli? Per non parlare poi di altre situazioni enfatizzate… E’ ora di smetterla – ammoniscono polemicamente Fials e Cimo – di remare contro il nostro presidio ospedaliero al quale una classe politica attenta e responsabile non può che restituire dignità, eliminando una volta per tutte falsità, campanilismi e servilismi che ad oggi hanno alimentato solo smarrimento e disagio… La Fials e la Cimo – in conclusione – ringraziano tutto il personale sanitario che opera all’interno della struttura per quello che fa in una condizione di grande disagio, nella speranza che in futuro si voglia e si sappia valorizzare le qualità umane e professionali esistenti».

                                                               ( PINO LA ROCCA)

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