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  27 agosto , 2010       redazione       Attualità, La nostra storia     basilicata 0 Commenti
SCOPELLITI HA DELUSO - COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI

SCOPELLITI DELUDE IL POPOLO DELL’ALTO JONIO

 

L’Alto Jonio muore, come muoiono i suoi figli.

E’ l’ ASP (e quindi la Regione Calabria), la vera colpevole delle gravi negligenze sanitarie e violazione dei L.E.A verso il nostro territorio. Invece, la commissione d’inchiesta sul caso della piccola Alessandra, istituita dall’ASP della provincia di Cosenza, scarica le colpe, rispetto al gravissimo evento, sull’ospedale di Trebisacce, adducendo come motivazioni, presunte carenze organizzative e compilazioni modulistiche. Siamo all’assurdo. E’ l’ASP la responsabile degli ingiustificabili ritardi nel ripristino del Blocco Operatorio, e di conseguenza dei reparti di ostetricia e chirurgia. Senza tali reparti ben poco avrebbe potuto fare il personale del pronto soccorso del Chidichimo, che anzi è stato celere nell’indirizzare la partoriente ed i familiari verso la struttura di Rossano. Se l’ASP, viceversa, avesse ripristinato il Blocco Operatorio in tempi idonei, probabilmente la bambina avrebbe potuto salvarsi.
Le recenti esternazioni del Governatore Peppe Scopelliti, in occasione della festa del PdL tenutasi il 24 agosto scorso a Montegiordano, suonano come una ulteriore sentenza di morte per l’Alto Jonio. Secondo il Governatore, il nostro territorio non ha bisogno di un ospedale, ma di un “semplice” pronto soccorso, per essere poi trasferiti a Rossano o Corigliano, ovvero esattamente l’iter che ha portato alla morte della piccola Alessandra. In pratica, Scopelliti mantiene la linea Chiaravalloti, Loiero, Petramala, e cioè creare un ospedale di riferimento fra Rossano e Corigliano, potenziare Castrovillari, e “dequalificare” Trebisacce. Secondo il Governatore, che era appena arrivato a Montegiordano, (reduce da un incontro con Pasqualina Straface, sindaco di Corigliano), “ la difesa dell’ospedale di Trebisacce è solo un atto campanilistico”.
Questa affermazione superficiale, non trova riscontro nella realtà né dal punto di vista legale né da quello strutturale, viste le esigenze che l’Alto Jonio esprime in termini demografici e geografici. Ancora una volta, la Regione Calabria risponde a logiche meramente politiche, a vantaggio delle solite aree privilegiate ed a discapito del nostro territorio. A nulla valgono le proposte e le proteste dei Sindaci, dei Consiglieri regionali e provinciali, dei Sindacati e delle Associazioni, se l’interlocutore è sempre e comunque sordo.
Non resta, allora, che cambiare interlocutore, ovvero cambiare regione. Il progetto per far confluire il territorio dell’Alto Jonio in Basilicata, ai sensi dell’art. 132 della Costituzione, è una realtà già in essere nata in seno al nostro movimento delle Associazioni di Trebisacce.
Cambiare regione è un atto che risponde alle molteplici istanze di una popolazione che si sente trascurata e vessata da una Calabria, sempre più matrigna e sempre più lontana dai sentimenti e dalle esigenze del popolo dell’Alto Jonio.
 
Per le Associazioni:
- Piero De VitaPresidente Albero della Memoria (Premio Calabria e Basilicata per la Cultura - 2010 )
- Walter Astorino – Presidente Assopec

- Luca D’Alba – Presidente Trapezakion

 

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