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  26 gennaio , 2010       piero.devita       Attualità    0 Commenti
ALTO JONIO- DISSESTO IDROGEOLOGICO
DISSESTO IDROGEOLOGICO: PROGETTI E PROPOSTE

 

                                                       

E’ stato questo il tema intorno al quale si sono confrontati, alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato, sindaci, amministratori e tecnici dell’Alto Jonio convenuti nella sala della C.M.A.J. su invito del consigliere provinciale Franco Mundo che fin dalla sua elezione si sta spendendo per accendere l’attenzione delle istituzioni su un comprensorio troppo spesso abbandonato a se stesso. Si è trattato, anche questa volta, di un incontro operativo, coordinato da Franco Maurella, molto atteso e utile perché, come è stato ampiamente dimostrato, tutti i paesi del comprensorio sono a forte rischio idrogeologico per la natura stessa del territorio: una lingua di terra con una orografia “a pettine”, spesso e volentieri alla mercè di canali e corsi d’acqua a regime torrentizio ed un litorale sempre più esile martoriato dal grave fenomeno dell’erosione costiera.

Oltre a tutti i 17 sindaci del comprensorio, ad amministratori e tecnici, erano presenti l’assessore provinciale all’urbanistica Leonardo Trento, il consigliere provinciale Peppe Ranù ed il presidente della C.M.A.J. Pietro Groia nelle vesti di padrone di casa. Dopo il saluto ed una breve introduzione del titolare dell’iniziativa avvocato Franco Mundo, hanno preso la parola tre tecnici: Giampiero Regino, geologo di professione che, dati alla mano, ha illustrato la grave situazione di rischio idrogeologico (frane, smottamento e alluvionamenti) della maggior parte dei comuni italiani (5.600 su 8.000), le vite umane perse dal dopoguerra ad oggi (2.447) e la necessità di un’opera incessante di prevenzione; Paolo Cappadona, geologo e funzionario della Regione Calabria che ha illustrato come vengono impegnate le risorse regionali in questo settore e l’ingegnere Pietro Cerchiara del Genio Civile che ha denunciato la grave situazione in cui versa l’intera Calabria per responsabilità naturali ma anche antropici.                                                                                                 

Sono quindi intervenuti per dare il proprio contributo l’avvocato Peppe Ranù e l’ex sindaco di Rocca Vincenzo Marino e, per rappresentare le proprie “emergenze”, i sindaci di Plataci Tursi, di Alessandria del Carretto Gaudio, di Albidona Aurelio, di Oriolo Colotta, di Roseto Durso, di Montegiordano Lamanna, di Castroregio Santagada e di Trebisacce Bianchi. Ha concluso i lavori l’assessore Incarnato il quale si è compiaciuto dell’iniziativa; ha rappresentato le difficoltà del suo dipartimento per l’esiguità dei fondi destinati alla Calabria «da un Governo sempre più ostaggio della Lega», deluso dalle promesse mancate da parte di Bertolaso quale responsabile della Protezione Civile ed ha invitato i sindaci a non abbassare la guardia ed a contribuire a dare continuità all’azione di governo del territorio intrapresa da questo esecutivo regionale «che vuole rimodulare la difesa del suolo passando dalla cura dei danni alla prevenzione».

                                                                                                          ( Pino La Rocca)

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