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  26 gennaio , 2010       piero.devita       Attualità    0 Commenti
E' NATA LAURA... AL PRONTO SOCCORSO. IL REPARTO NON C'E' PIU'.
  

TTREBISACCE: Parto in emergenza ( di Pino Larocca)

 

 

 

E’ tornata la vita ieri mattina tra le corsie del “Chidichimo” dopo i sette lunghi mesi seguiti all’ispezione dei Nas ed alla chiusura di Ostetricia e Chirurgia, attraverso i vagiti della piccola Laura, nata in regime di emergenza sanitaria nel Pronto Soccorso dell’ospedale. Un parto naturale, finito nel migliore dei modi grazie alla prontezza ed alla professionalità del personale medico e paramedico ma che trascina con sé tutta una serie di se e di ma. I fatti: papà Vincenzo Rago mamma Francesca Adduci, giovani sposi, si trovano ad Alessandria del Carretto presso i nonni paterni, ignari di quanto sta per succedere perché mancano ancora 35 giorni alla data presunta del parto. All’improvviso però ecco presentarsi le doglie: papà e mamma non perdono tempo e corrono, non senza difficoltà perché la strada (35 Km., per un tempo di percorrenza di circa 1 ora ) è impervia e per di più coperta di neve, verso il Consultorio Familiare. Qui l’ostetrica Filomena Recchia si rende subito conto che il feto, rotte le acque, è già in via di espulsione e decide quindi di trasferire la partoriente nella struttura protetta del Pronto Soccorso. Qui medici e paramedici si prodigano in tutti i modi ricorrendo ad una buona dose di “sanità creativa”: l’anestesista di turno provvede alla ventilazione dei due assistiti e pensa di riscaldare la puerpera e la bimba con la lampada della sala, mentre le assistenti provvedono ad accogliere la piccola Laura nella classica coperta di lana. Alla fine tutto si risolve per il meglio: stanno bene e lo dimostrano mamma Francesca con un sorriso a 32 denti e la piccola Laura con i suoi occhietti vivaci, ma anche con la evidente soddisfazione da parte di tutti gli operatori sanitari espressa dal dottore Michele Milei, primario della Dialisi e direttore di Dipartimento.

Ma su tutti aleggiano una serie di interrogativi angoscianti. «E se si fosse trattato – si chiedono Piero De Vita e Salvatore Noia a nome delle 23 associazioni impegnate nella difesa dell’ospedale – di un parto a rischio, con distacco della placenta, come avviene molto spesso? Forse a quest’ora staremmo qui a commentare ed a scrivere un’altra storia. L’ennesima storia di malasanità voluta e imposta all’Alto Jonio da scelte politiche e aziendali da rivedere a correggere in tutta fretta. L’Alto Jonio – concludono i due presidenti – ha una conformazione territoriale e orografica non assimilabile alle altre zone della Provincia. Occorre perciò tenerne conto e fare le cose con maggiore equità se si vogliono evitare pericolose responsabilità ed avere scrupoli sulla coscienza». ( Pino Larocca)

 

                               Gesù piccino piciò/ Gesù Bambino                            

Tu che le hai viste tutte, sai che tutto non è ancora niente.  

                                         ( F. De Gregori)

 

 

 
 

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