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  26 aprile , 2010       piero.devita       Attualità, La nostra storia    1 Commenti
25 APRILE 1945- L'ITALIA LIBERATA

 

 25 APRILE, LA RESISTENZA AL PLURALE

tratto da POPOTUS-Avvenire ( 24 aprile 2010/anno XV, n. 1343, pagine quattro e cinque)

 
 

“LA RESISTENZA HA MOLTI COLORI”

 

 
 
GENTE COMUNE
GESTI  STRAORDINARI
 
Anche le mamme hanno fatto le partigiane?
Certo,e non solo: le nonne, i preti, gli operai, gli impiegati, i medici …..Quante categorie,quante persone qualsiasi hanno - a modo loro – “fatto la Resistenza! “.

Si,perché non si possono dimenticare nemmeno i piccoli, semplici gesti (però non di rado atti eroici, visti i rischi che si correvano sotto la dittatura) compiuti da tanta gente comune che non ha preso le armi ma ha compiuto come poteva la sua scelta per la libertà. Le famiglie che hanno ospitato ebrei e disertori, per esempio; quelli che hanno nascosto e sfamato i partigiani; coloro che non si sono piegati a fare le spie; quanti hanno preparato volantini e diffuso notizie clandestine; oppure semplicemente chi ha impedito una vendetta, ha difeso un debole. Sono i “partigiani anonimi”, grazie ai quali piano piano è stata sconfitta la paura.

 

 

PRIGIONIERI IN DIVISA
Imi: “ Internati Militari Italiani”. La sigla appiccicata alle divise di ben 600.000 italiani deportati in Germania , già nasconde un inganno: erano soldati infatti, che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 (l’atto con cui il governo italiano aveva fatto la pace con gli americani, abbandonando l’ex alleato Hitler), erano stati catturati e trasferiti nei lager tedeschi.

Avrebbero dovuto essere prigionieri di guerra, ma non fu cosi: chiamandoli solo “internati”, i nazisti negavano loro i diritti degli sconfitti e li usavano come lavoratori obbligati nelle fabbriche . Avrebbero potuto tornare facilmente in Italia, tuttavia: bastava firmare una carta e aderire al nuovo esercito fascista, quello che obbediva alla cosiddetta Repubblica sociale di Salò . Perché non lo fecero?Alcuni perché desideravano restare fedeli al giuramento fatto al re (non a Mussolini!),altri perché non volevano più (o forse non avevano mai voluto) il fascismo. Cosi rimasero 20 mesi esposti alla fame, al duro lavoro alle malattie al freddo e alla solitudine, lontani da casa;  50.000 morirono. Ma anche il loro ostinato e silenzioso “no” è servito a sconfiggere la dittatura.              

 

DAL SUD AL NORD PER LIBERARE L’ITALIA

Un’altra sigla poco nota: Cil. Sta per Corpo italiano di liberazione. Dopo l’8 settembre 1943, l’Italia si era trovata divisa in due parti: al Sud, dove già erano arrivati gli Alleati, la guerra era praticamente finita;il Nord invece risultava ancora occupato da nazisti e fascisti, i quali si difendevano accanitamente per impedire o almeno rallentare l’avanzata dei liberatori. Alcuni soldati italiani rimasti neo Meridione chiesero allora di unirsi alle truppe che stavano combattendo per conquistare la Penisola: c’erano americani, inglesi, canadesi polacchi, brasiliani, sudafricani e indiani…Perché proprio noi italiani non avremmo dovuto lottare per liberare un pezzo della nostra patria? Così fu costituito appunto il Cil: un gruppo militare non numeroso ( si trattava di circa 10.000 uomini) ma che venne impegnato in difficili battaglie Due vanno almeno ricordate: la prima a Montelungo, durante la sanguinosa conquista di Montecassino; la seconda a Filottrano, sull’Adriatico, un nodo importante per liberare la strada verso Ancona e il Nord.

I “nostri” si comportarono davvero bene e, oltre a dare il loro contributo attivo, ottennero anche un altro decisivo risultato morale: dimostrarono cioè ai futuri vincitori che gli italiani non erano tutti “fascisti”, che se occorreva sapevano pagare di persona il prezzo della libertà e della democrazia, insomma che di loro ci si poteva fidare. Durante la guerra ma anche dopo.

 

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Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo. Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi. Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

 
Festa della Liberazione
Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata la Costituzione Italiana.
 
 
Di seguito vi elenchiamo alcuni esempi di libri che sono ambientati e parlano del periodo della Resistenza italiana. Gli autori sono stati essi stessi testimoni della Seconda Guerra Mondiale e vogliono raccontare, ognuno a suo modo, le esperienze fatte e i segni lasciati da uno dei periodi che più ha segnato il nostro Paese.
 
 
Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino
Sentiero dei Nidi di Ragno. Ambientato in Liguria, tra gli stretti vicoli di un paesino della Riviera di Ponente, durante la Resistenza. Il protagonista è Pin, un ragazzino solo e senza guida. La sorella fa la prostituta e tra i clienti ha anche i militari tedeschi; per questo motivo Pin viene scartato e insultato. Per ripicca e per avere la considerazione degli adulti, il bambino decide di rubare la pistola all'amante della donna e di nasconderla. Questo gesto scatenerà una serie di eventi che lo porterà ad essere messo in prigione dai tedeschi e, una volta scappato, ad entrare in contatto con i gruppi di partigiani che si nascondevano tra i monti, diventandone parte integrante. Nel condividere con loro la difficile vita da ribelli, con l'oppressione degli invasori tedeschi, imparerà ad affrontare la realtà di un paese in guerra, con l'aiuto del nuovo amico Cugino, diventato una sorta di padre adottivo.
 
La casa in collina - Cesare Pavese
Casa in Collina - Cesare PaveseIl libro narra le vicende di Corrado, durante l'estate del 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. L'uomo è un professore quarantenne che vive sulle colline antistanti Torino, non è sposato e ha due donne, madre e figlia, che si occupano di lui e dell'andamento domestico. Corrado tutte le sere si rifugia sulle colline per scampare ai bombardamenti tedeschi sulla città e, così come sfugge alla guerra e ad un quasi obbligato schieramento politico, evita anche di prendersi responsabilità negli altri campi della vita. Tra i partigiani ha amici, Cate, una fiamma del passato, e il figlio di lei, probabilmente suo; nonostante questo non si sbilancia seguendo i loro ideali e le loro azioni. La guerra incombe, i tedeschi incalzano e i suoi amici vengono arrestati, forse uccisi, ma lui fugge e per salvarsi abbandona anche il giovane ragazzo, affidatogli da Cate: niente sembra scrollarlo dalla sua vigliaccheria. Un giorno però si imbatte per caso nella cruda uccisione di alcuni fascisti, da parte dei partigiani di zona. La morte e il sangue così vicini e reali lo fanno riflettere amaramente sulla sua vita e sul periodo storico in cui si trova: la guerra tocca tutti, prima o poi, nessuno riesce a sottrarsi. Tramite Corrado si vive il duro periodo della guerra e dell'inizio della creazione dei gruppi partigiani.
 
Il partigiano Johnny - Beppe Fenoglio
Partigiano Johnny - Beppe Fenoglio. E' il settembre del 1943 quando Johnny, un giovane studente di letteratura con l'amore per la cultura anglosassone, decide di unirsi ai partigiani della sua città Alba, nel Monferrato piemontese. Lo fa non tanto per convinzione ideologia, quanto più forse per aver immaginato poeticamente e astrattamente quella vita avventurosa. La realtà però si rivela tutt'altro che epicamente magica: è una lotta quotidiana contro la morte, la fame, la solitudine e soprattutto la guerra che provoca tutto questo. Le guerriglie e le lotte portano il giovane a trovarsi solo, senza più nessun amico, solo con la natura che lo circonda. Ha così la possibilità di fare un'attenta analisi introspettiva, che lo porta a realizzare quanto la guerra possa distruggere un uomo, le sue certezze, i suoi sogni e i suoi desideri. Johnny torna tra la gente, ma non è più in grado di integrarsi normalmente. Il libro è incompiuto, ma è comunque considerato uno dei più pragmatici e originali romanzi sulla Resistenza italiana. Nel 2000 è stato anche tratto un film, che ha lo stesso titolo.
 
Il clandestino - Mario Tobino
 
Il Clandestino di Mario TobinoIl romanzo è ambientato nella Toscana della Resistenza. Racconta di un gruppo di ragazzi, colti e ben educati, che per combattere il fascismo si dedica ad una complicata vita sotterranea. Quello che li fa resistere e andare avanti nella loro lotta è l'amore per la propria città Medusa (nome di fantasia per Viareggio), la profonda fede nelle loro ideologie politiche e l'ardente desiderio di giustizia. Tra di loro c'è Anselmo, un giovane medico (il personaggio più simile allo scrittore), che suo malgrado si è trovato a dover affrontare gli orrori della guerra e vorrebbe soltanto poter vivere il suo Paese e la sua adorata città, senza pensare al passato. La visione romantica della vita è costretta continuamente a cozzare col violento realismo del tempo, ma non soccombe mai.
 
 
 

Commenti

ilaria
giovedì 26 aprile 2012 14:55
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