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  18 giugno , 2011       piero.devita       Cultura    0 Commenti
IL CARTULARIO DI CARLO MARIA L'OCCASO


ARCHIVIO STORICO

PER

LA CALABRIA E LA LUCANIA

ANNO LXXVI (2010)

 

Il cartulario di Carlo Maria L’Occaso. Documenti e regesti per la storia di Castrovillari (1100-1561), edizione e note a cura di G. Russo, Castrovillari 2010 (Associazione Italiana Cultura Classica. Delegazione di Castrovillari), pp.493.

     Da parecchi anni Giuseppe Russo con zelo e competenza è impegnato a pubblicare e ripubblicare documenti inediti o poco conosciuti, medievali e   moderni  di Castrovillari e della Calabria settentrionale. In rapida sequenza il giovane studioso ha pubblicato: Le pergamene di Castrovillari (secc.XIII-XVII), Castrovillari 2005, pp.579, ISBN 88- 87482-75-6; Inediti documenti di archivi e biblioteche calabresi (secc. XIII-XVII), Castrovillari 2007, pp. 655, ISBN 88-87482-87-X; Le pergamene latine di Castrovillari. Edizione critica, I (1265-1457), Castrovillari 2009, pp.277, ISBN 978-88-904544-0-0. Ultimo frutto del suoi lavori è l’articolo Un’inedita pergamena greco-latina di Rossano del XIV secolo, pubblicato in questa rivista a pp. 55-56. L’ ampia produzione rivela una notevole capacità di lavoro e il grande entusiasmo per lo studio della storia patria. Nel volume che qui presentiamo Giuseppe Russo trascrive e commenta il cartulario dello storico calabrese Carlo Maria L’Occaso, nato a Castrovillari nel 1809 e morto in esilio a Nizza nel 1854, che negli anni Quaranta aveva compilato il suo cartulario trascrivendo documenti degli archivi della città natìa o riassumendo il loro contenuto in brevi regesti. Si tratta di 382 trascrizioni complete o regesti di documenti relativi a Castrovillari e la Calabria settentrionale degli anni 1100-1561, di cui tre sono del XII sec., 20 del XIII, 89 del XIV, mentre il resto riguarda il Quattro e Cinquecento. La maggior parte degli atti ancora visionati e copiati o registrati dal L’Occaso sono oggi deperditi. PERCIò IL SUO CARTULARIO, CHE OGGI è CONSERVATO NELLA Biblioteca Civica “Caldora” di Castrovillari, costituisce una fonte importante per la storia della regione. La prima parte del volume di Giuseppe Russo (pp. 5-239) consiste nella trascrizione completa del cartulario dello storico ottocentesco, mentre nella seconda, intitolata “ Note di diplomatica, storia e prosopografia dei documenti” (pp. 241-439), l’Autore fornisce ampi commenti per ogni singolo documento ; egli indica le connotazioni diplomatistiche ( conservazione dell’originale o meno, eventuali edizioni, regesti o notizie), presenta il contesto storico, e indaga sulle persone e le località menzionate, rivelando una notevole conoscenza della relativa bibliografia. Anche se i documenti più antichi, trascritti dal L’Occaso, ormai sono editi in parte dallo stesso Russo, il suo cartulario, ora pubblicato per la prima volta interamente, offre ancora molto materiale poco noto per la storia della Calabria nel tardo Medioevo e nella prima età moderna.

           ( Prof.ssa Vera Von Falkenhausen)

 

 

 

Carlo Maria L' Occaso

Carlo Maria L'Occaso nacque nel dicembre del 1809 da Luigi e Maria Michela Palagano, bambino, rimase orfano di madre, la sua educazione venne quindi affidata ad uno zio sacerdote. Finito i primi studi, si recò a Napoli per approfondirli dedicandosi alle scienze filosofiche, fisiche e matematiche, passando per la letteratura, gli scavi di Pompei  lo spinsero a coltivare con amore lo studio della storia e della patria archeologia. Appena ventenne si laureò in legge, fu alunno del famoso matematico Giacinto Cappelli, alla cui memoria  dedicò un dotto discorso stampato in Napoli il 1839: " Elogio funebre a Giacinto Cappelli ". Della sua città scrisse: " Memoria della topografia e storia di Castrovillari ", l' opera gli valse molti plausi, la prima edizione venne inserita nel volume 2° degli Atti dell' Accademia Cosentina, la seconda edizione arricchita da ancor meglio contenuti venne pubblicata a Napoli nel 1844. Il libro si apre con una descrizione geo fisica  della città: "  La Città di Castrovillari, Capo-luogo di distretto in Provincia di Calabria Citra, Diocesi di Cassano, è collocata sotto i gradi 39,48 di latitudine boreale, e 13,56 di longitudine est di Parigi, sulla spianata degli Appennini, che la circondano. La sua figura è simile ad un bislungo irregolare, che si estende per un miglio circa dal nord-ovest al sud-est, ed ha 1/6 di miglio circa di larghezza media, onde il suo perimetro può ben calcolarsi a miglia due ed un  terzo circa. E' traversata dalla regia strada, e dista per miglia 40 circa da Cosenza, per miglia 8 da Cassano, per miglia 100 da Napoli, per 38 dal Tirreno, e per 18 circa dallo Jonio..." e continua con una descrizione delle attività industriali e delle malattie più frequenti dell' epoca. Suddivide poi la storia della città in quattro periodi: il primo periodo va dai Normanni fino al 1519 epoca che lui descrive: "... bella e gloriosa, in cui lo spirito dei cittadini non avvilito dal giogo Baronale, si mostrò in tutta la sua energia , per quanto i tempi li permisero...", la seconda epoca va dal 1519 al 1619 e così si esprime: " ...In essa si scorge una lunga ostinata lagrimosa lotta tra il feudalesimo, e la libertà demaniale...", il terzo periodo si estende per meno di duecento anni: " ... In essa vedasi lo spirito dè cittadini avvilito e depresso. Non più dimande per ottenere il Regio Demanio, non più guerre coi Baroni. Avvertiti da lunga esperienza quand' era malagevole impresa l' opporsi alla potenza dei feudatari cercarono tutti nella quiete domestica, che sola può sperarsi in mezzo a tali pubbliche calamità...", infine l' ultima epoca và dal tempo dell' abolizione del feudalesimo sino al suo: " ...Cessati i Baroni, soppressi i monasteri, e ritornate ai cittadini tutte le loro sostanze una maggiore attività, una maggiore energia venne negli animi...". Carlo Troya uno dei più grandi rappresentanti della scuola storica italiana, dopo averne apprezzato l' opera, lo invitò a collaborare alle ricerche storiche del Regno delle due Sicilie nel Medio-evo, intensi furono i loro contatti  come appare dalla continua corrispondenza intercorsa. Il 1848 era però alle porte, a quel tempo si era costituito in Castrovillari, un gruppo di affiliati alla Giovane Italia, il presidente era il prete don Raffaele Salerno e segretario Carlo Maria L' Occaso. Appartenenti al gruppo vi erano: Giuseppe Pace, Vincenzo Principe, Francesco Salerno, Giacinto Parise, Giuseppe Salerni, e Dionisio Baratta che aveva la carica di gonfaloniere. Vi erano inoltre numerosi fiancheggiatori, tra gli altri: Giuseppe Pepe, Michele Bellizzi, Giacinto Oriolo, Leonardo D' Ingianna, Raffaele Parise, Luigi Campilongo. Il gruppo prese il nome di " Chiesa di Lagaria ", venne così chiamato per volontà del L' Occaso, il quale in un pregevole lavoro storico sulle origini della città, aveva sostenuto che Castrovillari nascesse sulle rovine di quell' antica città. Il 15 maggio 1848, Ferdinando di Borbone venne meno ai patti ritirando la costituzione, numerosi patrioti vennero incarcerati e peggio, la notizia suscitò ira e sdegno nel mondo liberale italiano e oltre, a Castrovillari sorse un primo Comitato di Salute Pubblica per opera di Muzio Pace ma venne sciolto poco dopo per darne vita ad un altro con a capo Carlo Maria L' Occaso il quale in qualità di presidente rivolse un accorato appello ai comuni vicini, i quali subito disposero l' invio di contingenti, si crearono due gruppi di osservazione uno a Spezzano e l' altro a Campotenese. Le truppe borboniche guidate dal generale Busacca però sbaragliarono le forze riunite, Carlo Maria L' Occaso, Francesco Salerni, Vincenzo Principe, Giuseppe Pace, Dionisio Baratta, Michele Bellizzi e Giacinto Oriolo vennero arrestati sotto l'accusa di: cospirazione ed attentato ad oggetto di distruggere e cambiare il governo ed eccitare gli abitanti del regno ad armarsi contro l' autorità reale. Dopo quattro anni di prigionia, la Corte Speciale di Cosenza condannava Carlo Maria L' Occaso, Francesco Salerni e Vincenzo Principe all' esilio perpetuo;  Giuseppe Pace a morte, pena che gli venne poi commutata a 30 anni di ferri; Dionisio Baratta e Giacinto Oriolo a venticinque anni di ferri. Lontano dalla sua terra esule in terra francese, il 25 febbraio 1854, Carlo Maria L' Occaso, moriva, il suo corpo fu seppellito nel cimitero di Nizza. Il L' Occaso ricoprì varie cariche pubbliche: di Decurione il 16 giugno 1837, incarico che gli venne rinnovato nel 1843, di Conciliatore dal 1837 al 1840, fu direttore dell ' Ospedale dei Poveri, fu tra l' altro Supplente al Giudice Istruttore, carica alla quale era stato designato dalla " pubblica voce " che lo riteneva " integro, incorrotto, saggio ". Fu promotore della costruzione del Teatro Sybaris, realizzato nell' edificio del soppresso Convento dei Frati Minori Conventuali, le cui decorazioni ed abbellimenti furono curate dal pittore napoletano Galluzzi, scenografo del teatro San Carlo di Napoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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