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  26 giugno , 2011       piero.devita       Attualità    0 Commenti
OSPEDALE DI TREBISACCE: QUALCHE SPIRAGLIO ????....

 

OSPEDALE DI TREBISACCE: QUALCHE SPIRAGLIO ????....

 

La Regione Calabria dovrà rimborsare oltre  13 milioni di euro alla vicina Lucania per emigrazione sanitaria. Questo “ elemento “ probabilmente potrà far rivedere i piani di Scopelliti relativi alla funzione di OSPEDALE-FRONTIERA del nostro nosocomio. Ma … bisogna dire a CHIARE LETTERE  che questo aumento di spesa lo avevamo preannunciato e urlato nelle assemblee, nei cortei, nel blocco stradale SS106 di settembre. Abbiamo prodotto documenti credibili sulla situazione. Il gruppo delle Associazioni di Trebisacce lo aveva scritto, riscritto, trascritto 10-100-1.000-10.000 volte. Non è stato ascoltato!!!...E mo’????

 

L’ospedale di Trebisacce può essere salvato dalla scure dei tagli e, insieme a quello di Paria a Mare, avere un ruolo come ospedale di confine, in grado sia di garantire l’emergenza sanitaria nella vasta zona dell’Alto Jonio che verrebbe a trovarsi scoperta di qualsiasi presidio sanitario, sia di intercettare e quindi ridurre la migrazione sanitaria dell’utenza verso la Lucania e la Puglia. Migrazione che, vista la prossimità dei paesi più a nord della Calabria all’ospedale di Policoro (MT), diventa quasi fisiologica perché la gente, quando ne ha bisogno, si rivolge agli ospedali più vicini.

Il “Chidichimo”, in questo contesto, può avere dunque un ruolo ma non può tornare ad essere una fotocopia di Rossano e Corigliano, ma deve essere riconvertito attraverso una proposta “intelligente”, che venga confezionata in loco dai referenti politici locali in collaborazione con gli operatori sanitari e che possa trovare accoglimento presso la Regione Calabria. Questo il suggerimento del neo-commissario dell’Asp cosentina dottor Giancarlo Scarpelli proposto ai sindaci nel corso del recente incontro tenutosi a Cosenza per fugare le preoccupazioni diffusesi sul territorio circa la possibile chiusura della Cardiologia-Utic che, come evidenziano i dati ufficiali dell’Asp, è al secondo posto nella Provincia dopo quella di Cosenza.

Così come del resto sono produttivi il Pronto Soccorso e il 118 che in un anno gestiscono migliaia di emergenze sanitarie soprattutto per la prossimità alla S.S. 106 Jonica. Intanto, negli ultimi tempi, la regione Calabria ha pagato alla Basilicata ed alla Puglia circa 8milioni all’anno di spesa sanitaria passiva.

Spesa che, da previsioni molto attendibili, sarebbe arrivata a 13 milioni da quando l’ospedale di Trebisacce è stato inopinatamente “azzoppato”. Il problema numero uno adesso è quello di andare alla ricerca di una o più “specialistiche” che non siano presenti in zona e neanche in provincia, tali che possano giustificare la presenza di una sala operatoria in grado, all’occorrenza, di fronteggiare almeno le emergenze più gravi che non consentono il trasferimento verso altre strutture ospedaliere. Saranno in grado i referenti politici e gli operatori sanitari di individuare una proposta “vincente” che possa convincere il governo regionale?

Di tutto questo si continuerà comunque a discutere in attesa della visita del Commissario prevista per il 30 giugno alle ore 17 e, comunque, almeno fino a ottobre/novembre, perché sino a quella data, secondo il patto sottoscritto l’altro giorno dal dottor Scarpelli e dai sindaci, l’ospedale non sarà toccato. «Chi si deve ammalare – hanno commentato i soliti bastian contrari – faccia presto».

 

Pino La Rocca

 

 

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