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  07 dicembre , 2011       piero.devita       Attualità    0 Commenti
Simulazione Terromoto - PIano di Sicurezza per i Cittadini


SIMULAZIONE TERREMOTO ATTIVATI IL C.O.M. ED IL C.O.C. DEL COMUNE DI TREBISACCE

Grande l'impegno dell'Associazione Volontari Protezione Civile di Trebisacce.

Si è svolta dal 25 al 27 novembre l’esercitazione nazionale di protezione civile "Calabria 2011".
L’esercitazione è stata organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con la Regione Calabria, con il coinvolgimento delle Province e Prefetture U.T.G. Calabresi – Catanzaro Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria – e dei Comuni. I lavori hanno preso il via il 25 novembre, con iniziative rivolte alle scuole. A Trebisacce è stata fatta la simulazione di evacuazione dell'Istituto Tecnico Statale "G. Filangieri". Il 26 novembre è stato dedicato alla fase esercitativa vera e propria mentre il 27 si è concluso con un debriefing presso la sede della Protezione Civile Regionale a Germaneto.

Nella mattina del 26 novembre si è simulata l’attivazione del Sistema di protezione civile nazionale e territoriale, nonché dei Centri operativi e di coordinamento a livello regionale, provinciale e comunale a seguito di un forte evento sismico (individuato in una scossa di magnitudo Richter 6.9, registrata alle ore 8.00 del 26 novembre, con epicentro nel comune catanzarese di Vallefiorita): l’attività, che si è svolta prevalentemente “per posti di comando”, ossia focalizzata su procedure e modalità di comunicazione in emergenza, quando le normali reti di comunicazione possono essere danneggiate o inutilizzabili. L’esercitazione, organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e dalla Protezione Civile della Regione Calabria in collaborazione con le prefetture, le province e le strutture operative territoriali e nazionali, si inserisce in un ampio lavoro avviato all’inizio dell’anno sulla pianificazione nazionale e rappresenta un test fondamentale per verificare l’adeguatezza delle procedure già definite e di quelle in via di elaborazione.

A Trebisacce sono stati attivati il C.O.M. (centro operativo misto) ed il C.O.C. (centro operativo comunale) gestiti dall'Associazione Volontari Protezione Civile di Trebisacce in collaborazione con il Comune. Ad attivare il C.O.C. è stato il Sindaco, arch. Mariano Bianchi, che per legge è l'Autorità Comunale di Protezione Civile, mediante un' atto/determina convocando i 9 responsabili delle Funzioni di Supporto. Ad attivare il C.O.M., invece, ha provveduto il Prefetto inviando sul posto l'Arch. Domenico Policastro dipendente della Protezione Civile Regionale e la Dr.ssa Durso Maria del 118 di Trebisacce. Appena dopo la simulazione della scossa venivano attivati i vari collegamenti radio (nelle prime ore di un sisma i telefoni sono fuori servizio) garantiti dai volontari dell'ARI di Villapiana (radioamatori) per i collegamenti tra il C.O.M. e il C.C.S. (centro coordinamento soccorsi della Prefettura), dall'Associazione N.O.R.S.

(FIRCB - SER) di Villapiana e dall'Ass.ne Volontari Protezione Civilr di Trebisacce per i collegamenti tra i C.O.C. e i C.O.M.. Durante la simulazione sono state registrate delle criticità dovute ai mancati collegamenti radio tra i i C.O.C. e il C.O.M. di Trebisacce in quanto i Comuni erano sprovvisti di apparati radio quindi se ci fosse stata una vera emergenza non si poteva stabilire un contatto con gli stessi. Gli unici tre Comuni che si sono riusciti a collegare via radio sono stati Trebisacce, Villapiana e Albidona grazie soprattutto all'impegno delle suddette Associazioni che sono state indispensabili per le comunicazioni radio.

Per i Comuni la procedure principale da compiere era quella di attivare il C.O.C. (con atto del Sindaco) per gestire l'emergenza anche qui si sono riscontrate delle criticità non tutti i 16 Comuni del C.O.M. (i Comuni dell'Alto Jonio) hanno attivato il C.O.C. nella realtà se ci fosse stata un'emergenza la popolazione di questi comuni non era assistita dagli stessi. Le situazioni di emergenza sono diventate ormai ordinarie (terremoto in Abruzzo, dissesto idrogeologico in Sicilia e Calabria, alluvioni in Liguria e Toscana, ecc.) quindi bisogna divulgare la cultura di protezione civile soprattutto ai Sindaci che sono i primi a dover intervenire al verificarsi di un'emergenza dotando il proprio comune di un piano di protezione civile sempre aggiornato divulgando le norme di comportamento ai propri cittadini e attrezzando il C.O.C. con apparati radio per collegarsi con il proprio C.O.M.

Un episodio eclatante si è verificato proprio in Calabria dove un Sindaco ha chiamato il Prefetto chiedendogli dove fosse la protezione civile peccato che era proprio lui la protezione civile.

Il sindaco che chiede di chiamare la protezione civile è un cortocircuito. Bisogna ripartire dall'ABC dotarsi di piani comunali di protezione civile sempre aggiornati e conosciuti dai cittadini che devono essere preparati ed informati a fare la propria parte. Il SINDACO è l'autorità comunale di protezione civile è lui che attiva la struttura comunale di protezione civile il primo avamposto tecnico cui è riservata la facoltà di intervenire nell'immediato in caso di emergenza così come previsto dalla legge.
 

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