mercoledì 8 febbraio 2012 19.58
...qualcuno mi ha tacciato di passatismo, ma... forse non ha vissuto il periodo, quando la politica era in modo particolare; ascolto. Esso è un modo specifico dell'attenzione. E' l'attenzione alle voci diverse, a quello che la popolazione chiede, e a quello che suggerisce con la sua saggezza. A quello che dicono i poveri e gli emarginati, e a chi vive sulla propria pelle determinati problemi sociali. A quello che dicono i competenti, senza essere snobbati. A quello che dicono i giovani con la originalità e la intelligenza delle loro intuizioni. Ad ascoltare a sufficienza tutti e non solo qualcuno. E soprattutto alle correnti di valori culturali, da qualsiasi parte provengano. E di poi attingere ogni giorno alle sorgenti di maturazione delle coscienze, informate attraverso la comunicazione con i mezzi di stampa, o con il dialogare tra la gente, che produce idee e proposte. In quel periodo dove io ho vissuto, tutto questo si verificava. Anche se le proiezioni di progresso e di sviluppo, erano la sintesi di un adeguato sforzo di analisi. E l'uomo che gestiva perché eletto sia dal popolo che dalla maggioranza; cioè il Sindaco, era il cittadino di tutti; aperto, sensibile, amante del proprio paese, disponibile, intuitivo e dotato di intelligenza politica, vale a dire, impegno costante per la crescita sociale e morale dei suoi amministrati. E inoltre riconosceva gli errori e li discuteva, oltre il Consiglio, al Bar con tutti; amici e avversari, mai nemici. Quel passto con il quale e dal quele io "emigrato", anche se a Roma, ho forgiato la mia coscienza civica e ho dato spessore alla mia intelligenza interiore che comprende la mia Fede. E poi la politica vera, masticata, conosciuta, si discute sino all'esaurimento del proprio mandato, con colui che ha guidato la cordata: "amicus certus... ma l'uomo è un impasto di bene e di male, e però "adgnosco bonum et malum sequor"... Trebisacce è divenuta come quella prateria tanto desiderata dai cow-boy in cerca di sistemazione per coltivare gli spazi. Se la sono recintata, e comunque avvertono il bisogno di uno "sceriffo", il quale si mette una stella luccicante al petto e spera di applicare la legge... e gestire il vivere sociale... ma non lo sa che, non appena si accorgono che ha troppo potere, gli stessi collaboratori dello sceriffo, lo fanno.... fuori nevica, ma essa dovrebbe lavare l'acido lasciato cadere da alcuni camion durante il trasporto della loro "merce"...Dal passato si possono cogliere ancora lezioni di vita di relazione, e sugli errori si può costruire un futuro degno di essere chiamato "paese" e non agglomerato... Libero con il mio gabbiano, ho volato, e spero sempre più alto. Un saluto affettuoso ciccio frangone