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  13 maggio , 2008       redazione       Attualità, La nostra storia    1 Commenti
RAI 3-Trasmissione sulle arance di Trebisacce

Si torna a discutere finalmente della valorizzazione e della qualità delle arance di Trebisacce ed in particolare del "biondo tardivo". L'occasione è fornita dal servizio RAI3, trasmesso giorno 10 maggio, alle ore 11,45 per la Rubrica TGR -ITALIA Agricoltura. Riprese effettuate nel mese di marzo. Intervistati  Piero De Vita e Franco Giorgio, per la parte storica e il Dott. Scazziota, per la parte tecnica.

 

L’iniziativa è stata coordinata da Coldiretti, sede provinciale di Cosenza e rientra nell’ambito delle attività previste dal Progetto Nazionale Campagna Amica per promuovere l’ambiente e le produzioni tipiche del territorio. Interessanti le riprese sulle arance, sul prodotto tradizionale, sul miele d'agrumi, dell'azienda Tufaro-Giordanelli.

I rapporti in loco sono stati curati da Pino Marano e Mimmo Catera.

"TGR Italia Agricoltura – afferma Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Cosenza - si rivolge contemporaneamente ai produttori e ai consumatori, raccontando la campagna italiana, le produzioni regionali, le sfide tecnologiche, la tipicità garantita: punti d'eccellenza che contribuiscono in maniera determinante alla fama e ai conti del "made in Italy" nel mondo.
Italia Agricoltura propone notizie ed approfondimenti sulla valorizzazione dell'agricoltura e dell'agrindustria italiana. Con gli occhi bene aperti anche su quanto viene deciso dall’Unione Europea e si rifletterà sulle tasche dei produttori e sulle tavole dei consumatori."

I cittadini plaudono a questa iniziativa e ringraziano la Coldiretti perché dopo anni di silenzio si ritorna a parlare , a più ampi livelli, degli agrumi di Trebisacce e dei Giardini d'arancio. A tale scopo bisogna ricordare che nel 2002 il Consorzio d'Irrigazione dei Giardini di Trebisacce, Presidente il compianto Mimmo Petrone, elaborò un interessante Progetto-Programma di salvaguardia e valorizzazione del Biondo Tardivo nonché un organico piano di recupero delle strutture abitative tradizionali esistenti. Il Progetto  tuttora valido e attuale venne proposto da un pool di tecnici coordinati dal Geom. Franco Russo. Si tratta di un Progetto che pone le basi per un recupero moderno e funzionale di tutta l'area dei Giardini, in termini di turismo rurale. Negli ultimi tempi anche il G.A.L.-Alto Jonio ha inteso elaborare un Programma di valorizzazione e commercializzazione del prodotto tipico che sarà presentato al pubblico a giorni. Tutto ciò conferma il risveglio delle varie associazioni e istituzioni verso un agrume di pregio da riqualificare e rlanciare secondo le nuove tendenze di mercato e dopo la caduta di interesse nei confronti di un patrimonio agricolo e culturale di notevole importanza.

Commenti

John Rock31
# John Rock31
lunedì 30 giugno 2008 12:04
Buongiorno,
sono un laureando in Medicina transferito per motivi di studio all'estero, originario di Trebisacce.
Nel corso della mia seppur giovane esistenza ho avuto modo di viaggiare molto, di vivere un pò dappertutto in Italia ed Europa, di incontrare gente diversa, di confrontarmi con altre culture.
Mi è capitato più di una volta di notare che anche delle piccole realtà locali, anche più piccole di quella di Trebisacce, commercializzavano e "valorizzavano" con orgoglio i loro prodotti tipici, non solo con marchi DOC e DOP, ma anche riunendosi in cooperative o in altre forme associative per avviare una produzione più ampia dei loro prodotti e facendoli conoscere a livello nazionale. E' con grande rammarico che ho notato che ciò non solo non è stato fatto al nostro paese, ma che le arance di Trebisacce rimangono un prodotto, che seppure di qualità elevatissima, è per lo più sconosciuto ai molti nel resto d'Italia. La constatazione evidente che così come sono, i famosi giardini, non portano alcun tipo (o al massimo marginale) di ricchezza per l'intera comunità, ritengo che la permanenza di queste "microproprietà" siano la causa maggiore di questo mancato sviluppo.
Non costerebbe quasi niente organizzare queste microproprieta in proprietà più grandi associando i diversi proprietari che diverrebbero "azionisti" di nuova azienda, e avviare una produzione più intensiva e su larga scala di un ottimo prodotto che se commercializzato a livello nazionale ed europeo avrebbe secondo me un più che buon successo.
Non so se devo attribuire ciò alla solita mentalità di buona parte del mezzogiorno e al conseguente mancato spirito d'iniziativa imprenditoriale, ma è l'ulteriore esempio che la nostra terra è una fonte immensa di ricchezza non sfruttata... o sfruttata solo dai soliti 2-3 furbetti.. E' come stare seduti su un tesoro e non rendersene conto.. Bah.. sono fiducioso per il futuro.. Sento che le cose stanno cambiando piano piano..

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