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  23 luglio , 2009       piero.devita       Attualità    0 Commenti
Ospedale- Quali decisioni?

A CHE PUNTO SIAMO ?????.......

E’ iniziato in un modo aspro ma si è concluso in modo più disteso e possibilista l’incontro tra il Direttore Generale Petramala ed i personale sanitario dell’Ospedale di Trebisacce tenutosi ieri mattina presso il “Chidichimo”, nell’occhio del ciclone in questi giorni per via della chiusura del Blocco Operatorio e di conseguenza dei reparti di Chirurgia e Ostetricia a seguito di una ispezione del Nas.

Le reazioni e le energiche prese di posizione dei giorni scorsi da parte dei sindaci, le vibrate proteste del personale sanitario e delle popolazioni, oltre alle iniziative anche legali minacciate dal sindaco Bianchi mirate e scovare eventuali responsabilità, devono aver messo in allarme i vertici aziendali.
A questo va aggiunto il fatto che di prima mattina il personale, preoccupato per le sorti dell’Ospedale e, a livello personale, di ricevere da un giorno all’altro un trasferimento coatto dalla Direzione Sanitaria, aveva dato vita ad un nuovo sit-in di protesta davanti all’ingresso dell’Ospedale.

Fatto sta che il DG Petramala, accompagnato dal Coordinatore della rete ospedaliera dr. Toma, è arrivato di prima mattina a Trebisacce e, contrariato per il presunto allarmismo suscitato dal personale, ha fatto irruzione nel presidio ospedaliero bay-passando il capannello del personale e finanche il sindaco di Trebisacce Mariano Bianchi che lo aspettava, chiudendosi in tutta fretta nella direzione sanitaria per avere ragguagli e fare il punto della situazione.

Scopo del suo viaggio, da quanto si è saputo, insediare la Commissione composta da due tecnici, gli ingegneri Gennaro Sosto e Nicola Buoncristiano e da due medici, i dottori Pierluigi Carino e Gaetano Scutari e dare loro l’incarico di verificare l’entità, i tempi e le risorse necessarie per porre mano agli interventi, al fine di riaprire almeno una sala operatoria capace di assicurare l’emergenza. Quello, del resto, che avevano chiesto i medici in una petizione letta dal Primario del Pronto Soccorso Tancredi.

In realtà Petramala pare abbia riscontrato, dopo aver visitato il Blocco Operatorio, una situazione non molto compromessa, al punto che si sarebbe lasciato andare alla promessa di riaprire almeno una sala operatoria secondo tempi non meglio definiti.

“Siamo al lavoro – ha detto al cronista l’ing. Sosto – per verificare la situazione e per suggerire all’Azienda gli interventi necessari per riaprire almeno una sala operatoria”.

Nella complessa e scabrosa vicenda dell’Ospedale si è così aperto uno spiraglio che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti, ma nessuno può assicurare che i guai per il “Chidichimo” siano tutti alle spalle.

Pino La Rocca


TREBISACCE- I DUBBI DI SCHIUMERINI, CONSIGLIERE COMUNALE "VERDI"

 

Tutte cose inutili per difendere l’Ospedale secondo il referente dei Verdi Giampaolo Schiumerini, che invece propone la linea dura, il blocco cioè di strade e ferrovie “per affermare il diritto essenziale alla salute di una popolazione. Invece qui – continua l’ex delegato all’Ambiente – solo chiacchiere, soltanto sfilate di politici, vecchi e nuovi.  E’ del tutto evidente, - continua Schiumerini - che Petramala e i dirigenti dell’Asp vogliono sopprimere l’Ospedale di Trebisacce e lo fanno producendo atti formali e sostanziali che vanno in quella direzione… E’ la risposta a questo disegno che appare inadeguata:  il sindaco Bianchi – spiega il referente dei Verdi - finora ha fatto diversi viaggi a Cosenza, commettendo però l’errore di accettare una mediazione che metteva su un piatto la chiusura “certa ed immediata” di alcuni reparti fondamentali e sull’altro solo “vacue promesse” di nuovi e non meglio definiti servizi”.

Entrando nel concreto Passando Schiumerini rimprovera ai suoi ex compagni di squadra di non aver impugnato la Delibera di Petramala, così come avrebbe fatto il sindaco di Cetraro che ha chiesto al Tar l’annullamento della stessa Delibera.

“Perché – aggiunge il consigliere di Minoranza – non si sono messe in piedi iniziative di lotta quando le scuole e erano aperte per poter contare anche sulla partecipazione degli studenti? Perché non si è preteso che venissero attuati nella sala operatoria gli interventi prescritti nella prima ispezione dei Nas visto che il sindaco è nei fatti la massima autorità sanitaria nel suo Comune e può compiere quindi in qualsiasi momento visite ed ispezioni? Perché non si è intervenuti, insieme al Direttore sanitario per rimuovere situazioni abnormi di degrado nei pressi dell’obitorio che io stesso ho avuto modo di segnalare quando ero Delegato all’Ambiente.

Certo che queste situazioni – conclude Giampaolo Schiumerini – sono diventate un pretesto utilizzato dai vertici aziendali per dare il colpo di grazia al nostro Ospedale, ma con un po’ di attenzione si sarebbero eliminati i pretesti ed i cittadini oggi sarebbero maggiormente disposti a difendere il loro Ospedale. Gli stessi cittadini che ora, ripeto, dovrebbero essere mobilitati dai loro amministratori per difendere con i denti il loro diritto alla salute”.


Presa di posizione di Veronica Puntorieri

“Alla luce delle ultime vicende che hanno profondamente colpito il territorio trebisaccese e non solo, - scrive l’avv. Puntorieri - occorre fornire qualche chiarimento a chi più volte ha invocato l’intervento dei politici locali. Per prima cosa va chiarito come in questa vicenda i politici del centrosinistra ed in particolare il neo-eletto presidente alla Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, sia latitante, forse perché quello che fa la mano destra non può essere smentito dalla mano sinistra.

E mi riferisco – aggiunge Puntorieri - al fatto che il gotha del PD di Cosenza e della regione Calabria ha deciso in illo tempore che la fine del presidio ospedaliero di Trebisacce dovesse passare attraverso la chiusura di alcuni reparti, per cominciare, e concludersi con la chiusura dell’intero ospedale, per finire.

Il problema è, - sempre secondo l’ex esponente della Margherita - che anche se vi fosse in progetto di realizzare una mega struttura nella sibaritide, e conosciamo molto bene i tempi biblici per la costruzione delle infrastrutture calabresi, non si può nel frattempo sguarnire completamente la zona di ospedali e di pronto intervento, servizi così importanti per chi vive in continua allerta per incidenti e sinistri stradali, una vera piaga per la nostra popolazione. Ed allora, ci si chiede, a chi giova che l’ospedale chiuda? Certamente non a noi del PDL che abbiamo attaccato dai palchi e tra la gente questa politica ad appannaggio di pochi eletti. E sicuramente non ai cittadini di trebisacce e dei paesi limitrofi che si troveranno senza un altro servizio e dovranno fare i conti con l’amara realtà che anche questa volta i politici eletti hanno mentito sapendo di mentire ed hanno utilizzato l’Alto Jonio come la solita riserva di caccia…”.

 


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