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  06 gennaio , 2010       piero.devita       Attualità    0 Commenti
Ospedale- Incontro Associazioni con Loiero e Pacenza

VERTENZA OSPEDALE, ASSOCIAZIONI A RACCOLTA

di Pino Larocca

 

On. Franco Pacenza

 

Associazioni a raccolta per riprendere e rilanciare con più forza ed incisività la vertenza-ospedale dopo la lunga pausa festiva. Per tutti parla, su delega delle 23 Associazioni, il cardiologo Leonardo Odoguardi, trebisaccese d’hoc, trapiantato in Toscana per motivi professionali ma sempre fortemente radicato al suo   paese natìo e all’Alto Jonio, come del resto dimostrano i suoi studi, le sue ricerche e le sue pubblicazioni. Il ragionamento del dottore Odoguardi prende le mosse dalla grande manifestazione popolare dell’11 novembre che ha portato in piazza migliaia di cittadini a difesa dell’ospedale e dal documento-proposta elaborato dalle Associazioni e inviato alle istituzioni ed a tutti sindaci del comprensorio. Finora però, questa la prima nota stonata, solo una decina di consigli comunali hanno deliberato a sostegno della proposta e tra gli assenti più importanti, fa notizia l’assenza di Trebisacce dove ha sede l’ospedale. Come secondo atto ufficiale, sempre secondo quanto rivela alla stampa Odoguardi, le Associazioni hanno notificato a Petramala, alla Regione ed alla Procura della Repubblica un formale “diffida” nella quale hanno chiesto, dati alla mano, «che vengano garantiti alle popolazioni dell’Alto Jonio i livelli essenziali di assistenza sanitaria». Cosa molto a rischio visto il sistematico “saccheggio” di uomini e di mezzi a cui è sottoposto il “Chidichimo” da un po’ di tempo a questa parte. Rispetto poi ai lavori in corso per il ripristino del blocco operatorio, le Associazioni contestano la mancanza di certezze sia sulla tipologia degli interventi, sia sui tempi. «Dalla DIA presentata in Comune non si evince alcun dato certo. Non si può rimanere sul vago; – ha ammonito il dr. Odoguardi – devono dirci che cosa intendono fare, quali sono i tempi previsti e che cosa avverrà una volta finiti i lavori. In ogni caso – ha dichiarato il cardiologo trebisaccese – quello che sta avvenendo è veramente delittuoso: proprio in un momento di sofferenza dell’ospedale, quando non si riesce ad assicurare neanche l’emergenza sanitaria, si continua a spogliare l’ospedale di uomini e mezzi, tra cui l’unica ambulanza “seria” di cui dispone il presidio. Occorre insomma invertire decisamente la rotta – ha concluso Odoguardi – e tutti ci dobbiamo battere per il nostro ospedale, sindaci in testa, senza distinzioni politiche e nel rispetto dei ruoli ». Poi Odoguardi ha riferito dell’incontro chiesto e ottenuto, anche grazie alla mediazione di Franco Pacenza e Giuseppe Aloise, con il Governatore Loiero. Mezz’ora di confronto serrato e incalzante, nel corso del quale il Governatore ha ribadito che l’ospedale non sarà chiuso, che anzi verrà potenziato e arricchito della chirurgia urologica e, in presenza dello stesso Odoguardi e di altri rappresentanti delle Associazioni, ha delegato Franco Pacenza a relazionarsi con Petramala per tradurre in fatti concreti gli impegni assunti. Il tempo delle promesse e degli impegni aleatori è insomma finito. Sembrano dire le Associazioni. Occorre perciò fare sul serio e fare anche in fretta. Prima che sia troppo tardi e che, per mancanza dei livelli minimi di assistenza, non ci scappi…il morto. 

Pino La Rocca ( Calabria Ora)

Chidichimo, Loiero delega Pacenza
 di AGOSTINO CIMBALO

( Foto Walter Astorino - Corteo per l'Ospedale, 11 novembre 2009 )

TREBISACCE – Dopo l’incontro per la vicenda “Chidichimo”, tra una delegazione delle 23  Associazioni di Trebisacce con Loiero, a Corigliano, sabato scorso, dopo la conclusione del convegno sul nuovo ospedale della Sibaritide,ha relazionato ieri, in una conferenza stampa nella sede della Confraternita “Misericordia”, il dottor Nino Odoguardi, anch’egli presente e delegato a parlare con il presidente della Regione. A Loiero è stata rappresentata sotto i vari aspetti la questione “Ospedale di Trebisacce”. Con i lavori al blocco operatorio praticamente mai iniziati nonostante le rassicurazioni, diversi mesi fa, da parte dell’Asp di Cosenza per la sua messa a norma a seguito del nuovo controllo dei Nas (il primo si era avuto nel 2007,senza che l’Azienda sanitaria provinciale provvedesse per i necessari interventi di adeguamento). Di conseguenza, come si ricorda, sono stati chiusi i reparti di Chirurgia, Ostetricia e Ginecologia. Parte del personale medico ed infermieristico è stato messo in mobilità, a disposizione degli ospedali di  Corigliano e Rossano. Attrezzature varie sono state trasferite nei suddetti ospedali o in altre strutture. Addirittura trasferita, in un primo momento, l’unica ambulanza, fatta subito rientrare dopo che dal “Chidichimo”e dallo stesso sindaco Mariano Bianchi sono partite lamentele e proteste per l’ennesima “sconcertante” spoliazione. Sempre al presidente della Regione, insieme al quale erano presenti Franco Pacenza, della Commissione regionale della Sanità, e Giuseppe Aloise, soggetto attuatore del nuovo ospedale della Sibaritide, la delegazione delle Associazioni  trebisaccesi e il dottor Odoguardi hanno parlato del documento presentato ai sindaci del Distretto sanitario di Trebisacce, nella manifestazione dell’11 novembre scorso, quando sfilarono in corteo per le vie della città circa cinquemila persone. Il documento conteneva le richieste per la riapertura dei reparti chiusi, previo l’immediato, urgente ripristino delle sale operatorie, il mantenimento dell’esistente al “Chidichimo”, il potenziamento delle attrezzature, la nomina dei primari mancanti, considerando che una delibera del 2005 del piano sanitario regionale riconosce allo stesso “Chidichimo”, come ospedale di frontiera Loiero, questa la novità sottolineata dal dottor Odoguardi, ha delegato Franco Pacenza ad incontrarsi con il direttore dell’Asp Petramala, per accelerare i tempi per gli interventi necessari al funzionamento del “Chidichimo”. Visto che allo stato attuale l’ospedale è da ritenere “a rischio” per la salute pubblica.

 ( Agostino Cimbalo, Il Quotidiano della Calabria)

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