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  26 gennaio , 2010       piero.devita       Attualità    0 Commenti
OSPEDALE - SOLLECITATI I SINDACI

 (di  Pino La Rocca )
Una proposta organica, compatibile con l’attuale situazione della sanità calabrese, che sia in grado di recuperare il tempo perso e di rilanciare il ruolo del “Chidichimo” nel sistema sanitario locale. E’ quanto ha chiesto alla conferenza dei sindaci il consigliere regionale Franco Pacenza delegato pubblicamente, come è noto, dal governatore Loiero di farsi carico del problema-ospedale e di fare da tramite con i vertici aziendali per restituire dignità all’ospedale ed alle stesse popolazioni dell’Alto Jonio scippate finora di servizi sanitari essenziali. Una proposta che però finora ha fatto fatica a concretizzarsi perché all’interno della conferenza dei sindaci sembra regnare una certa confusione e pare si faccia fatica a portare a sintesi le varie posizioni. Da qui l’esigenza, prospettata dallo stesso Pacenza, che si mettano in moto le competenze dei medici più “anziani” e di alcuni sindaci gravitanti anch’essi per professione nell’ambito della sanità. Una proposta, ha raccomandato Pacenza, alla quale lui stesso è pronto a dare il proprio contributo, ma che nasca su basi “tecniche” e non politiche e che quindi sia presentabile e percorribile. Nel frattempo lo stesso Pacenza, accompagnato da alcuni sindaci e da addetti ai lavori, ha fatto un sopralluogo accurato all’interno della struttura ospedaliera per verificare lo stato delle cose, per costatarne le condizioni effettive e per capire quali sono i servizi che in effetti si possono realizzare per ripristinare la situazione antecedente all’ispezione dei Nas che praticamente hanno “azzoppato” l’ospedale. Un ospedale che, con tutti i limiti imposti dalla progressiva carenza di personale e di mezzi, riusciva a garantire servizi essenziali e competitivi rispetto agli altri ospedali dell’Asp anche grazie alla disponibilità ed alla professionalità di gran parte degli operatori sanitari. Per il “Chidichimo” è indispensabile insomma disegnare un nuovo progetto che assicuri un ruolo al presidio sanitario anche nel futuro, quando cioè avrà preso corpo il nuovo ospedale della Sibaritide. Si deve trattare quindi di una proposta che, secondo le indiscrezioni trapelate, preveda l’efficientamento dei servizi di base, in primis della diagnostica e del Pronto Soccorso che dovrà essere attrezzato di alcuni posti-letto, il consolidamento dell’esistente e l’apertura di una specialistica (Urologia?) che preveda la disponibilità delle due sale operatorie. Occorre però, secondo il sentire comune, recuperare il tempo perso, bruciare i tempi ed evitare le sabbie mobili della prossima campagna elettorale, per evitare di ritrovarsi con il classico pugno di mosche nelle mani. 
Pino La Rocca

ASSOCIAZIONI DI TREBISACCE

Comunicato stampa

 

( Foto e composizione di Walter Astorino)

Avevamo ragione a preoccuparci per le sorti del Chidichimo di Trebisacce, e per l’incapacità della politica locale di reagire alla chiusura ormai prossima.Le ultime dichiarazioni da parte del consigliere regionale Pacenza, evidenziano come la politica abbia perso un’altra occasione, forse l’ultima, per cercare di fare qualcosa affinché la struttura possa riprendere un ruolo come ospedale per acuti. Le associazioni denunciano l’immobilismo totale delle istituzioni. In tutti questi mesi abbiamo mantenuto vivo il dibattito:

a) abbiamo discusso con l’opinione pubblica e con la politica pubblicamente, organizzando la grande manifestazione dell’11 novembre;

b) abbiamo elaborato un documento tecnico che prevede realmente il rilancio del Chidichimo in quanto vengono previsti dei reparti con posti letto per acuti;

c) abbiamo formalmente inviato tale documento a tutte le autorità preposte e competenti (tutti i 17 Sindaci dell’Alto Jonio, il Dir. Gen. ASP, il pres. prov. Oliverio, Il pres.reg. Loiero, e p.c. al Signor Prefetto), nonché una diffida legale per i rischi gravissimi a cui l’interruzione del servizio sottopone la popolazione. Persistendo l’immobilismo, il 2 gennaio 2010, a Corigliano Calabro, abbiamo incontrato Loiero sollecitando un suo intervento sulla “questione ospedale”. Il governatore ha incaricato il consigliere Pacenza di approfondire i materiali e le proposte delle associazioni, per elaborare un documento tecnico condiviso con le istituzioni .

A ciò è seguito un incontro tra l’on. Pacenza e le associazioni, dal quale è emersa l’esigenza di garantite prima le urgenze ed emergenze mediche, ma soprattutto chirurgiche, quindi il ripristino delle due sale operatorie, come prima dell’intervento dei NAS, ed almeno 80 posti letto, indipendentemente dalle specialità che si vorranno aggiungere.

Risulta inutile perseguire l’urologia vista l’esiguità dei casi trattati anche in mobilità, perché già presente in diversi presidi tra cui Corigliano e perché è già inserita nel nuovo ospedale della sibaritide. mentre sarebbero più funzionali ed utili altre specialità…

All’incontro è seguito un sopralluogo presso l’ospedale effettuato dalle associazioni e da Pacenza, in presenza del Sindaco di Trebisacce e dell’ing. Sosto dell’ASP. Dal sopralluogo è emerso chiaramente, con singolare sorpresa dei presenti, ma non delle Associazioni, che i lavori sono fermi e che comunque sono relativi ad una sola sala “cosiddetta di emergenza”, che nulla ha a che vedere con la riapertura delle due sale operatorie e con il reparto di Chirurgia. A tutto ciò la Politica cosa contrappone? La confusione e l’indecisione all’interno della conferenza dei sindaci, denunciata dallo stesso Pacenza , per la verità di alcuni Sindaci, la non volontà di confronto con la proposta prodotta dalla società civile, ed in ultimo una proposta da parte dello stesso Pacenza che ci riporta indietro di 6 mesi. Per il rilancio dell’ospedale è stato proposto il potenziamento dei servizi di base (cioè laboratorio, radiologia, dialisi) e del pronto soccorso, ed una inservibile specialità di urologia. Se questo è il progetto per rilanciare il Chidichimo possiamo evitare qualsiasi sforzo, perché anche se non facciamo niente, succederà esattamente questo. Gli sforzi delle associazioni e della società civile, non contano nulla, per la politica? Vedremo.

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