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  30 dicembre , 2007       redazione       Attualità    0 Commenti

VILLAPIANA – Mai toccate negli ultimi anni temperature così basse a Villapiana. Gelide. Algide, quasi fino a rendere insensibili gli arti. Un soffio di freddo che non appartiene a questa terra e che ha spirato, col suo cinico alito, anche ieri mattina. Un respiro atroce che avrà avvolto anche il corpicino di Jessica e quello della mamma Maddalena. Quasi fossero scene di combattimento, con il sangue a sporcare le lenzuola e le bambole accanto alla piccola bambina. In questi tristi casi il riferimento alla comunità è quasi di routine, si parla sempre di tristezza, sconforto, incredulità dei cittadini. Con troppa facilità, quasi fosse un gioco. Ma ieri gli occhi dei villapianesi si sono aperti su una cruda realtà. E quelle sensazioni e parole che si rincorrono nelle cronache sono entrate nelle nostre case, hanno superato quello schermo piatto che è la tv e con la forza hanno aperto le porte e si sono sedute accanto a noi. L’Alto Jonio è sconvolto dal dramma che nega la vita. Anzi, due. Non ci credono gli abitanti del posto, forse non hanno ancora accettato il duro vero. Un atto così inaudito che quando si avvera da vicino lo rigettiamo, quasi non ci appartenesse. Ma non è così, e anche la nostra terra piange due anime, sulla cui morte è difficile articolare parole. Difficile, perché di logico c’è veramente poco in questa vicenda. Gianluca era uno dei tanti da queste parti. Tranquillo, buono, nulla di sbagliato. Un amico ci racconta che voleva un bene dell’anima a sua figlia. I vicini provano ad accettare il dramma ma risulta impossibile: “Mai si poteva pensare una cosa del genere, erano una famiglia tranquilla”. Già in mattinata le voci circolano, e si parla di problemi economici dovuti allo stato di disoccupato di De Marco. “Niente di più falso – ci confida un amico – nonostante tutto non aveva problemi legati ai soldi”. E allora perché, perché di un gesto così brutto. Difficile saperlo. Intanto la giornata è passata, e Jennifer e Maddalena non ci sono più.

 

Lorenzo Armentano


LE MAESTRE: “JENNIFER ERA UNA STELLA”

 

VILLAPIANA – “Jennifer amava tanto le stelle, infatti nella recita di Natale la sua era proprio la parte della stellina”. E’ il commento delle maestre, che ricordano con immensa dolcezza quella bimba così vispa e simpatica. Così legata a queste immagini, che amava mangiare le stelline con la carne, o le stelline in brodo. Insomma, anche la pasta da lei preferita aveva quelle forme: forme di stelle. Come se già fosse preannunciato quello che poi Jennifer sarebbe diventata: “Una stella nel mezzo del Cielo”. Sono frasi, queste, velate dalla dolcezza del ricordo, che lasciano trapelare tutto l’amore che le stesse insegnanti nutrivano per questa piccola bambina, a cui è stata negata la vita a 4 anni. Un dispiacere enorme quello per la piccola Jennifer, che si muoveva graziosamente mentre ripeteva quella poesia per la recita di Natale. Nella parte della stellina. Una recita che non verrà mai più messa in scena, perché la sua stella non c’è più. Facile immaginare la tristezza che è piombata in quella scuola, a pochissimi passi dalla casa dove è avvenuto il delitto. “Una bimba piena di vita, con degli occhi tanto espressivi”, commentano malinconicamente le maestre. Adesso non resta che farsi forza, e cercare pian piano di superare questi momenti drammatici. Perché dall’alto del Cielo Jennifer non smetterà mai di brillare e diffondere quella purissima luce che ha sempre avuto.

 Lorenzo Armentano


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