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  26 giugno , 2010       piero.devita       Attualità     ospedale 0 Commenti

OSPEDALE DI TREBISACCE

 DUBBI SULLA CLASS- ACTION: NON SERVE E NON RISOLVE NULLA.

Abbiamo appreso dai giornali del 19.6.10  che nell’ennesima riunione organizzata da alcune associazioni nei locali dell’ex INAM di Trebisacce,  è stato conferito mandato all’avv. Viceconte del foro di Firenze, (relatore al convegno sulla “sanità”  del 29 maggio u.s.), di procedere con una class action  “per tutelare i cittadini dell’Alto Ionio, ai quali  altrimenti verrebbe negato il diritto all’assistenza sanitaria”  (termini generici che non contengono una precisa  finalizzazione operativa).

 

 

 

Nella qualità di rappresentanti dell’Assopec, Albero della Memoria e Trapezakion,
oltre che di semplici cittadini, come tanti  ormai avvezzi ad iniziative che partono accompagnate da sbandieramenti di nomi, ma che per esperienza  ormai acquisita si arenano senza alcun risultato, desideriamo evidenziare, senza mezzi termini, che la ventilata class action non è attualmente esperibile nel nostro contesto normativo.
Tale tipo di azione, inoltre, non ha alcuna prospettiva giuridica diretta a risolvere i problemi dell’Ospedale Guido Chidichimo di Trebisacce.

 

 

 

La class action nei confronti delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici, per come ci è stato spiegato da studi legali del luogo e in particolare dall’Avv. Vincenzo D’Alba e dall’Avv. Giuseppe Urbano, è stata introdotta con d.lgs n. 198/2009 e consente ai cittadini danneggiati da azioni o omissioni lesive poste in atto dai suddetti soggetti la possibilità di agire in giudizio collettivamente per contestare la violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi ovvero la violazione di standard qualitativi ed economici da parte di soggetti pubblici.

 

 

 

Si tratta di uno strumento, ad oggi, sostanzialmente inutilizzabile, considerato che l'art. 7 del decreto contiene una norma transitoria che rende inoperante la class action prima che siano definiti gli obblighi di servizio e gli standard qualitativi da rispettare e,
comunque, prima della valutazione dell'impatto finanziario e amministrativo degli stessi nei rispettivi settori. In buona sostanza, la “concreta applicazione” della class action nei confronti delle pubbliche amministrazioni sarà determinata in futuro con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.
In ogni caso, anche se la class action fosse oggi concretamente applicabile, avrebbe comunque un effetto irrilevante nel caso di specie.
Infatti, per un verso, tale azione non tutela in alcun modo i dipendenti dell’ospedale di Trebisacce, i quali non sono legittimati a proporla, essendo questa una prerogativa invece  facente capo ai soli utenti destinatari dei servizi sanitari.

 

 

 

Per altro verso, anche per i cittadini utenti, la class action sarebbe, comunque, poco risolutiva, poiché per espressa previsione legislativa non consentirebbe il risarcimento degli eventuali danni subiti per effetto dell’azione lesiva delle pubbliche amministrazioni (art. 1, comma 6); inoltre, non tutelerebbe in alcun modo i cittadini di fronte alle scelte politiche e/o amministrative che vanno ad incidere sulla consistenza delle risorse strumentali e umane a disposizione delle amministrazioni accusate di rendere un servizio non adeguato. 

 

 

 

Quanto affermiamo è confermato espressamente dallo stesso d.lgs 198/2009, secondo cui il giudice adito, al fine di valutare la sussistenza della lesione “tiene conto delle risorse strumentali, finanziarie e umane concretamente a disposizione delle parti
intimate”.

 

 

 

Detto in altri e più concreti termini, la class action non potrebbe incidere in alcun modo sulla decisione a monte di ridimensionare o chiudere l’Ospedale, ma potrebbe semmai solo essere proficua nel senso di garantire che, in base alle dotazioni organiche e allo strumentario disponibile, l’attività sanitaria sia efficiente.
In conclusione, la class action non può, dunque, incidere in alcun modo sulla sorte dell'Ospedale, nè sanare eventuali omissioni o inerzie di chi a tempo debito avrebbe potuto e dovuto sconfiggere il lento progetto di smembramento dell'Ospedale  di Trebisacce, che oggi è "all'ultimo respiro", magari ricorrendo alla c.d. “tutela demolitoria” nei confronti degli atti della pubblica amministrazione lesivi di interessi e diritti dei cittadini, ricorrendo al Tar per ottenerne l’annullamento, così come vittoriosamente fatto dal Comune di Cetraro che nel febbraio 2010 è riuscito ad ottenere dal Tribunale Amministrativo la rimozione dell’atto dell’ASP di Cosenza
pregiudicativo del nosocomio cittadino.

 

 

 

Va invece dato atto che, di fronte all’inerzia di chi ancora intende propinare ai cittadini dell’Alto Ionio prospettive illusionistiche, qualcosa è stato fatto concretamente: Petramala, Scalzo e Carino, autori di tale morte preannunciata, sono  sotto processo dinnanzi al Tribunale di Castrovillari, a seguito del rinvio a giudizio disposto dal GUP giudice Collazzo.

 

 

 

È giusto che chi sbaglia deve pagare, specie se  lo sbaglio è destinato a incidere pesantemente  sugli utenti e pazienti che gravitano attorno al Guido Chidichimo.
Cittadinanza Attiva - Tribunale per i diritti del Malato, sostenuta da Assopec, Albero della Memoria e Trapezakion, ha conferito incarico a professionisti locali per costituirsi parte civile nel detto procedimento penale a carico dei dirigenti dell’ASP, al fine di
ottenere la condanna di costoro al risarcimento dei danni subiti dagli utenti del presidio ospedaliero per i gravi disagi conseguenti alla chiusura del blocco operatorio. Un eventuale accoglimento dell’istanza consentirebbe di devolvere le somme risarcite alla ricostruzione delle sale operatorie inagibili. Ci si sarebbe aspettato che anche altre
associazioni di Trebisacce, ed in particolare quelle che ora sostengono il rimedio della class action, avessero appoggiato tale concreta iniziativa, essendo state messe in condizioni di farlo. Ma dobbiamo constatare, con meraviglia, che nessun interesse in merito è stato manifestato.

( Assopec, Albero della Memoria, Trapezakion)
 

 

 

 

 

 

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