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  24 luglio , 2010       redazione       Attualità     ospedale 0 Commenti

 

Trebisacce. La Commissione sanità colpita positivamente
Spiragli per il Chidichimo
 
di FRANCO MAURELLA
TREBISACCE - Se quanto affermato da Nazareno Salerno, presidente della terza Commissione sanità, non risulterà essere demagogico o compiacente, per il “Guido Chidichimo” si apre una nuova era. Al momento non si ha motivo di temere che le parole del presidente della Commissione, così come degli altri esponenti della stessa, rispondano alla volontà di restituire il nosocomio di Trebisacce ad un’assistenza per acuti e non, qualificandone reparti e struttura. Ciò partendo da alcuni presupposti. Salerno ha riferito che l’intento di Scopelliti è di chiudere da 3 a 5 ospedali, quelli più fatiscenti ed inutili, riconvertirne altri per la lunga degenza e migliorare la qualità di quelli che rimarranno per acuti. Dire che “questa struttura ha tutte le qualità per continuare ad essere un ospedale per acuti”, autorizza un ottimismo, cauto, perché troppe promesse sono state disattese. Ciò che conforta sono le dichiarazioni rilasciate anche da altri membri della commissione. Gianpaolo Chiappetta:” Non si era mai verificato che una commissione regionale andasse a visitare le strutture sul territorio. Questo ci consente di constatarne di persona pregi e difetti e per questo nosocomio vanno colmati i difetti”. Più esplicito Giulio Serra: “Una struttura come quella di Trebisacce non può essere chiusa, sia per l’edificio sia per la strategica posizione geografica. Trebisacce rappresenta un pezzo di sanità calabrese da non mortificare”. Ferdinando Aiello: “Struttura ottima con caratteristiche territoriali particolari per configurazione orografica di cui terremo conto. Trebisacce ha requisiti positivi ed è un forte punto di riferimento per il territorio. Sarebbe azzardato paventare la chiusura di ospedali per ripianare il debito in quanto dovere etico e morale garantire a tutti la sanità”. Gianluca Gallo, sindaco della Conferenza del Distretto sanitario di Trebisacce, coinvolto a difesa del presidio ospedaliero “Chidichimo”, prima di dire la sua sulla visita a Trebisacce, ha rimarcato che il nuovo ospedale che dovrebbe nascere tra Corigliano e Rossano “non è l’ospedale unico della Sibaritide” ma “la sintesi tra i due ospedali, perché non si può delegare ad una sola struttura l’assistenza sanitaria che va da Cariati a Rocca Imperiale”. Su Trebisacce, Gallo che ha parlato di controllo anche ispettivo, ha riferito che “è un ospedale di frontiera, baluardo sanitario per tutto il territorio e a protezione dell’emigrazione ”. Altri interventi sono stati proposti dal sindaco di Trebisacce, Mariano Bianchi, che ha ringraziato la Commissione per l’attenzione dedicata al nosocomio ed espresso ottimismo sul futuro del “Chidichimo”. Mario Franchino, ha ricordato alla Commissione la dura battaglia politica e sociale per avere l’ospedale sul territorio, punto di forza anche per l’aspetto sociale. Franchino, sulle sale operatorie, sottolineando che da tempo è pronta la perizia di variante, ha auspicato il trasferimento delle somme necessarie a completare i lavori. Proprio sul blocco operatorio si è soffermata la Commissione. Alla vista delle macerie, Nazareno Salerno ha riferito che i lavori dovranno riprendere al più presto per consentire l’operatività dei reparti che, chiusi, hanno comunque un costo. Il carteggio della dottoressa Lucia Cacciamo, dirigente della 3^ Commissione, si è riempito di appunti durante la visita ai reparti. I sindaci dell’Alto Jonio, i consiglieri provinciali e i rappresentanti politici, hanno accompagnato la Commissione nei vari reparti, con l’ingegnere Sosto ed i primari e responsabili medici, ad illustrare pregi e carenze dei reparti di dialisi, chirurgia, cardiologia, laboratorio analisi, pronto soccorso, radiologia .
 
 
 
 
 
CHIDICHIMO”, LE REAZIONI DOPO LA VISITA DELLA COMMISSIONE SANITA’
 
 
di PINO LAROCCA
 
TREBISACCE Mentre proseguono le indagini della Procura di Rossano e della commissione d’inchiesta avviata dal Commissario dell’Asp di Cosenza De Rosa tese ad accertare eventuali responsabilità sulla morte della neonata di Amendolara, rimane accesa l’attenzione sul “Chidichimo” che, come è noto, è stato la prima tappa del calvario che si è concluso con la morte della bimba appena nata. Un ospedale che, salito agli onori della cronaca e sbeffeggiato da taluni organi di informazione pronti a sparare a zero sulla sanità calabrese, rischia di essere demonizzato per colpe che, come l’altra sera hanno sostenuto un po’ tutti, non vanno ricercate ai piani bassi del Pronto Soccorso ma che invece sono da attribuire ai piani alti della politica che ha creato le condizioni perché la tragedia si verificasse. Un ospedale che rischia perciò di pagare colpe non sue, nonostante per circa 30 anni abbia fornito alle popolazioni dell’Alto Jonio prestazioni eccellenti. «Se nell’ospedale di Trebisacce non fosse stato chiuso il Reparto di Ostetricia la neonata non sarebbe morta ed oggi non ci sarebbe da parte di tutti noi lo scrupolo per un evento che si poteva e doveva evitare». Lo hanno sostenuto all’unisono i consiglieri regionali Gianluca Gallo e Mario Franchino, il primo quale membro della III Commissione-Sanità della Regione in visita al “Chidichimo” ed il secondo quale consigliere regionale di Opposizione. «E chi – ha aggiunto Giulio Serra, altro membro della Commissione che ha effettuato un meticoloso sopralluogo del presidio ospedaliero - si è reso responsabile di aver chiuso i due reparti con un banale pretesto e aver in seguito dilatato i tempi per un intervento che si doveva affrontare con modalità di somma urgenza, dovrebbe essere chiamato a pagare in prima persona». Il recente fatto di cronaca, costato la vita ad una bimba innocente, deve perciò far riflettere ed essere capitalizzato per evitare che simili episodi abbiano a ripetersi. E da questo punto di vista le risultanze della visita della Commissione sono sembrate confortanti. Alle sollecitazioni venute dagli interventi del consigliere regionale Franchino, dei membri della Commissione, Serra, Aiello e Gallo, di valutare la specificità della ubicazione baricentrica rispetto a 17 comuni montani, della sua posizione “di confine”, del suo ruolo strategico di filtro della migrazione sanitaria (8milioni di euro all’anno), il presidente della Commissione On. Nazareno Salerno ha risposto con rassicurazioni che sono sembrate serie e conseguenti alla meticolosa visita effettuata dalla commissione.
Pino La Rocca
 
 
 
Scritto da Pino La Rocca   
 
 
TREBISACCE «L’accurata visita effettuata oggi ci consente di sostenere che l’ospedale di Trebisacce, nonostante l’ondata di discredito di questi giorni da parte di una stampa poco accorta e sempre pronta a denigrare la sanità calabrese, ha tutte le carte in regola per continuare ad erogare servizi di qualità alle popolazioni dell’Alto Jonio. Nessuna passerella politica dunque da parte nostra e nessuna promessa pre-confezionata ma, per consentire alla sanità calabrese di fare un salto di qualità, dobbiamo lavorare tutti alacremente. Noi ci siamo rimboccati le maniche. Gli operatori sanitari facciano la stessa cosa». Messaggio chiaro e forte quello lanciato da Nazareno Salerno presidente della III Commissione Sanità della Regione che ieri, quasi al completo, ha svolto un’approfondita e meticolosa visita al “Chidichimo” «per renderci conto di persona – ha detto Salerno – della situazione strutturale e territoriale perché spesso i dati forniti dai vertici aziendali non sono veritieri e molto spesso sono alterati allo scopo di privilegiare amici o compagni di partito, o realtà territoriali rispetto ad altre». La visita della Commissione Sanità in loco, presente il Dirigente del Dipartimento Sanità dottoressa Lucia Caccamo ed i componenti Gianluca Gallo, Giulio Serra, Ferdinando Aiello, Claudio Parente e Giampaolo Chiappetta (assenti Loiero, Ciconte, Giordano e Zappalà) è stata accolta con grande sollievo un po’ da tutti, tanto che erano presenti tutti i 17 sindaci del Distretto Sanitario di Trebisacce, il consigliere regionale Mario Franchino, i consiglieri provinciali Mario Melfi, Franco Mundo e Giuseppe Ranù, rappresentanti della società civile e delle associazioni e tantissimi operatori sanitari. La commissione ha effettuato un sopralluogo accurato di tutti i reparti, dai locali sotterranei della struttura fino all’ultimo piano, intrattenendosi con i responsabili dei servizi e delle divisioni, raccogliendo dati e notizie con accuratezza e con meticolosità e passando anche tra le… macerie delle due sale operatorie i cui lavori di adeguamento e messa in sicurezza sono fermi da mesi per pretesti e per cavilli burocratici che hanno destato non pochi sospetti sulla reale volontà di riaprire i reparti chiusi. Al termine dell’ispezione il presidente ed i componenti la commissione hanno dato vita ad una breve conferenza-stampa nella quale, dopo il saluto del sindaco Mariano Bianchi e l’accorato intervento di Mario Franchino, hanno preso la parola i membri della commissione Giulio Serra, Ferdinando Aiello, Gianluca Gallo ed ha concluso il presidente Nazareno Salerno. Da ieri, secondo quanto è stato dichiarato, per l’ospedale di Trebisacce c’è qualche certezza in più. Ma è presto per pensare che il suo destino sia stato già scritto.
Pino La Rocca

 

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